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FOCUS - Human rights N. 2 - 20/06/2014

 La “costruzione” dei diritti sociali nell’approccio della Corte Interamericana e della Corte europea di Strasburgo: contenuto, limiti e prospettive della “comunicazione” giurisprudenziale.

Analizzare e confrontare le argomentazioni che hanno spinto la Corte di Strasburgo a “forzare” i limiti del catalogo dei diritti contemplati dalla Convenzione di Roma del 1950 (diritti civili e politici versus diritti sociali di prestazione non espressamente codificati) con le sollecitazioni che nella giurisprudenza della Corte interamericana prospettano soluzioni “promettenti” sul versante della garanzia dei diritti economici sociali e culturali significa impostare un percorso di ricerca che dovrebbe consentirci di verificare se (e in quale misura) i due sistemi di protezione internazionale abbiano metabolizzato ovvero siano permeabili rispetto ai presupposti culturali dello “Stato sociale di diritto”. Come è noto, tale formula ben descrive le radici del costituzionalismo europeo del secondo dopoguerra e continua a indicare la via maestra per il consolidamento della democrazia nei paesi latinoamericani. Talune recenti costruzioni giurisprudenziali della Corte interamericana sul versante degli obblighi positivi degli Stati nel garantire lo sviluppo della persona umana, potendo fondarsi peraltro su una varietà di convenzioni internazionali poste a garanzie di soggetti “deboli” (fanciulli, disabili, donne), sono destinate a incrementare un dialogo con gli ordinamenti degli Stati parte della Convenzione (ovverosia di quelli che soprattutto hanno sottoscritto il Patto di S. Josè ed il Protocollo di S. Salvador sui diritti economici sociali e culturali) e il loro modo di interpretare, costruire, valorizzare il concetto di cittadinanza sociale e di dignità della persona umana... (segue)



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