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NUMERO 13 - 25/06/2014

 Immunità parlamentari. Cosa ho capito dall’esperienza di parlamentare

Vorrei limitarmi in questa sede a un contributo più esperienziale che dottrinale, integrando la prospettiva del sapere pratico che si acquisisce con l’esperienza effettiva e che spesso viene sacrificato da approcci solo astratti e dottrinali. Il problema dell’immunità parlamentare è oggi, soprattutto, oserei dire esclusivamente, di autorizzazione all’arresto. Infatti in materia di insindacabilità, oggi, quando le Aule si trovano a deliberare, sanno benissimo quali margini hanno per non rischiare di perdere nel possibile conflitto di attribuzione che possono sollevare in seguito i giudici. Ciò sulla base della copiosa giurisprudenza costituzionale che ruota intorno al concetto di “nesso funzionale” tra lo status di parlamentare e attività effettivamente coperte. Da questo punto di vista il sistema sembra assestato e ruota peraltro già, in sostanza, sulla Corte o perché ci si adegua alla sua giurisprudenza o perché, in caso contrario, si sarà smentiti con sentenza inappellabile, come talora finisce ancora per capitare. I casi relativi alle intercettazioni sono ormai minimi: si riferiscono a qualche caso limitato relativo alle autorizzazioni ex post per intercettazioni indirette, su altre utenze. Molto spesso però, che siano o no effettivamente casuali, finiscono per trapelare senza che poi si faccia un’effettiva richiesta per l’utilizzo... (segue)



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