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FOCUS - Africa N. 2 - 14/07/2014

 La transizione costituzionale tunisina fra vecchie e nuove difficoltà

La Tunisia è il Paese in cui ha preso avvio la vasta ondata di protesta che ha interessato il Nord Africa e il Medio Oriente nel 2011. L’effetto domino delle rivolte trae origine infatti dal suicidio del giovane tunisino Mohammed Bouazizi, che, il 17 dicembre 2010, si diede fuoco a Sidi Bouzid, il capoluogo di un governatorato dell’entroterra, in seguito alla confisca del suo banchetto di frutta e verdura da parte della polizia. Il suo gesto disperato ha alimentato la rabbia e il senso di frustrazione della popolazione che conseguentemente, prima in Tunisia e poi in altri paesi del mondo arabo, si è mobilitata per rovesciare i regimi autocratici al potere. Benché queste rivolte abbiano assunto caratteristiche diverse nei vari contesti, rispondenti alle peculiarità storico-politiche dei vari Paesi, è possibile individuare come tratto comune la volontà di rompere con un passato caratterizzato dalla corruzione e dalla mancanza di libertà. In ragione di ciò, nella maggior parte degli Stati della sponda sud del Mediterraneo sono stati intrapresi, per volontà dei governi o in seguito a vere e proprie rivoluzioni, processi di riforma parziale o totale dell’assetto politico-costituzionale... (segue)



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