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NUMERO 17 - 17/09/2014

 I vincoli imposti dal fiscal compact ai bilanci nazionali

Sin dalle fasi iniziali del negoziato, il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria è stato denominato Fiscal Compact (Pacte budgetaire, Patto di bilancio) poiché le sue disposizioni chiave impongono disciplina e rigore nei bilanci nazionali, al fine di contrastare disavanzi e debiti eccessivi. Benché atto di natura internazionale, il trattato è un tassello di un più vasto disegno di riforma della governance economica dell’Unione. Seppure in modo convulso e non sempre ordinato, la riforma ha voluto, in primo luogo, rafforzare la sorveglianza delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri dell’Unione e in particolare di quelli parti della zona euro; in secondo luogo, istituire un fondo di salvataggio duraturo e stabile, il Meccanismo europeo di stabilità (MES); in terzo luogo, predisporre una rete di sicurezza monetaria a favore della zona euro nel suo complesso, dovuta all’attivismo della BCE attraverso una serie di operazioni iniziate nel maggio 2010 e proseguite fino all’annuncio delle c.d. Outright Monetary Transactions e infine, di recente, costituire la c.d. Unione bancaria concentrando nella BCE le funzioni di supervisore unico delle principali banche europee, eliminando o attenuando i riflessi negativi di eventuali, future crisi bancarie sul debito sovrano (della zona euro in particolare)... (segue)



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