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NUMERO 19 - 15/10/2014

 Vincoli europei di bilancio, patti di stabilità, sistema delle autonomie

 La finalità del presente lavoro è quella di comprendere se vi sia una correlazione tra l’impatto derivante dalla disciplina europea di bilancio nonché i vincoli derivanti dal Fiscal compact e la struttura federalistica degli Stati. In caso positivo, di evidenziare i caratteri dei sistemi federalistici che più condizionano, in senso positivo o negativo, tale impatto; quali modifiche alla struttura federalistica siano determinati dalla disciplina di austerità fiscale e di bilancio e, in un più vasto orizzonte, se vi siano, e quali siano, i processi di riassestamento della sovranità statuale messi in moto nella dimensione sovranazionale dell’Unione europea. La fluidità e complessità dei processi normativi e istituzionali analizzati rende impossibile andare al di là di conclusioni “provvisorie”, le quali assumono più la sostanza di nuovi interrogativi, che non quella di risposte agli interrogativi di partenza. L’analisi economica dei dati relativi ai comportamenti di entrata, spesa e di bilancio dei diversi sistemi nazionali – dentro e fuori l’area euro – ha fornito un supporto indispensabile all’indagine. In generale, rimane difficilmente catturabile l’incidenza, rispetto al comportamento fiscale e di bilancio di un Paese, di quell’insieme di fattori politici, economici e culturali che condizionano l’effettività della disciplina di austerità fiscale e dello stesso modello federalistico: tali fattori creano, infatti, una distanza tra forma e sostanza dell’apparato ordinamentale – normativo e istituzionale. Oltre alla dinamicità istituzionale e ordinamentale, vi sono altri fattori di oggettiva incertezza: il primo è legato alla progressività delle misure attuate a livello costituzionale e/o legislativo nei singoli stati, conobiettivi temporali non ancora esauritesi, sulle quali inciderà anche il nuovo  corso legato alle annunciate politiche di crescita. Un secondo fattore di incertezza è determinato dagli andamenti demografici, i quali mettono in evidenza la sensibile crescita delle spese sanitarie, assistenziali e pensionistiche nei Paesi dell’Eurozona, dovuto a un inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione. Tale fenomeno ha portata assai disarticolata nei livelli territoriali locali. Infine, la crisi del mercato del lavoro e l’altissimo tasso di disoccupazione determinano un aumento – anch’esso disarticolato – della spesa previdenziale e alti costi sociali difficilmente quantificabili. L’indagine si colloca dunque in uno scenario “in movimento”, sia sotto il profilo socio-economico, sia sotto il profilo giuridico-istituzionale. Ebbene, pur con questa premessa, deve darsi atto che la comparazione del rapporto tra modelli ordinamentali e comportamenti fiscali e di bilancio – sia nella dimensione statica, sia nella dimensione dinamica – consente talvolta di andare oltre la forma e di stabilire alcune significative correlazioni o costanti. Una di queste correlazioni attiene proprio all’effetto che la disciplina di rigore fiscale e della Governance economica europea producono sui modelli federalistici, dimostrando come esse avviino dinamiche centripete e centrifuche che mutano in tempo reale i contesti ordinamentali oggetto di studio. Centro e periferia, da parametri (del grado autonomia e di “stabilità” e “sostenibilità” del comportamento fiscale), divengono termini relativi e in divenire, obbligando a mutare l’orizzonte di valutazione dei processi di accentramento e decentramento... (segue)



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