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NUMERO 19 - 15/10/2014

 Alla ricerca del contenuto del «nucleo essenziale dei diritti» della cittadinanza dell’Unione.

Il Gruppo di Heidelberg ha proposto la c.d. dottrina «Solange ribaltata», che dovrebbe essere applicata, nella sua attività giurisdizionale, dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nei confronti degli Stati membri. Secondo questa teoria, fuori dalla portata della Carta dei diritti gli Stati membri rimarrebbero autonomi nella protezione dei diritti fondamentali fintantoché (solange) si può presumere che essi assicurino l’essenza dei diritti umani consacrati nell’art. 2 TUE. Tuttavia, nel caso in cui questa presunzione sia superata, entra in gioco la «sostanza» della cittadinanza dell’Unione nel senso della causa Ruiz Zambran, potendo i cittadini dell’Unione chiedere giustizia dinanzi alle Corti nazionali e alla Corte di giustizia, anche nelle c.d. «situazioni puramente interne», vale a dire in quelle situazioni che non presentano alcun criterio di collegamento con il diritto europeo, per il tramite dell’art. 20 TFUE. Gli studiosi del gruppo di Heidelberg asseriscono che la cittadinanza dell’Unione dovrebbe vedersi «non solo come una cittadinanza transnazionale, orientata fondamentalmente a facilitare la libera circolazione del titolare senza che vi si oppongono discriminazioni. Lo «status fondamentale» ha pure una dimensione interna in cui l’Unione viene a proteggere i suoi cittadini contro eccessi dei loro Stati membri d’origine che privassero quello status di un rilievo pratico». Attraverso l’utilizzazione di questa dottrina dovrebbe essere assicurato il raggiungimento di un certo grado di omogeneità all’interno del territorio europeo, anziché fare ricorso all’art. 7 TUE, che prevede un meccanismo sanzionatorio nei confronti degli Stati membri in caso di persistenti violazioni gravi dei valori previsti dall’art. 2 TUE. Si escogita, in altri termini, un meccanismo corrispondente a quello proposto dalle Corti costituzionali che ha l’intento di frenare l’efficacia del diritto di emanazione europea in caso di contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale o con i diritti inalienabili della persona umanaLa proposta del Gruppo di Heidelberg induce l’interprete ad interrogarsi sulla questione della sostanza della cittadinanza europea, vale a dire sul nucleo essenziale dei diritti connessi allo status di cittadino. Ci si chiede, analizzando in chiave problematica la proposta di questo gruppo di studiosi, se il ricorso alla «sostanza» della cittadinanza europea, così come definita nella sentenza Ruiz Zambrano, possa essere paragonata alla correlativa «sostanza» della cittadinanza nazionale. La cittadinanza nazionale, infatti, ha segnato per lungo tempo un criterio di demarcazione per distinguere i cittadini nazionali dagli stranieri, funzionando come elemento di omogeneità degli individui nati e/o cresciuti in un determinato territorio rispetto agli stranieri. La disamina non può non tenere conto dell’attuale contesto sociale, economico e politico in cui la proliferazione di diverse categorie di individui (cittadini nazionali, cittadini UE, cittadini neoUE, stranieri extraUE regolari e stranieri extraUE irregolari, ecc.) è difficilmente sussumibile nella distinzione originaria tra cittadino e straniero. Si affronterà, pertanto, la questione della cittadinanza europea criticamente rispetto al contenuto sostanziale della cittadinanza nazionale. È opportuno domandarsi se il concetto di cittadinanza tradizionalmente inteso possa ritenersi addirittura superato in nome del riconoscimento di uno statuto universale dei diritti fondamentali a prescindere dalla titolarità formale dellostatus di cittadino nazionale e, altresì, se la cittadinanza nazionale e la cittadinanza europea possano essere ricondotte ad una dimensione unitaria. A tale fine saranno sottoposte a valutazione le tesi che propugnano la trasformazione del concetto tradizionale di cittadinanza e i tentativi, non ancora interamente compiuti, nell’ordinamento interno, di una maggiore apertura della cittadinanza per gli stranieri integrati nella comunità nazionale, avuto riguardo alla disciplina dei principali Paesi dell’Unione. In un secondo momento l’analisi sarà concentrata sulle presunte trasformazioni della cittadinanza europea in ragione della decisioneRuiz Zambrano e delle altre pronunce della Corte di giustizia e dei pericoli di contaminazione degli aspetti più deteriori della cittadinanza europea all’interno degli Stati membri... (segue)



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