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NUMERO 19 - 15/10/2014

 La legittimazione del processo di integrazione costituzionale europea alla luce delle strategie economico-finanziarie

Il diritto primario dell’Unione europea ha fatto propri una serie di principi costituzionali già affermatisi a livello statale, che presentano però peculiarità rispecchianti la pluralità costitutiva. Tali principi contraddistinguono l’identità dell’Unione e, fra essi, l’assunzione dell’impegno a rispettare i diritti fondamentali ha fatto sì che questi non esprimano più dei meri limiti all’azione dell’Unione, dovendo le istituzioni nazionali e sovranazionali improntarvi l’esercizio delle rispettive competenze per realizzare, pur nel rispetto delle diversità, livelli minimi comuni di protezione. La composizione del principio di omogeneità e del rispetto delle identità nazionali costituisce un punto fondamentale nel federalizing process europeo. La crisi economica degli ultimi anni ha evidenziato – oltre alle fragilità della struttura economico-finanziaria europea, dovuta ai criteri di ripartizione delle competenze fra Unione e Stati membri e alla farraginosità del coordinamento delle politiche economiche – come gli interventi compiuti dagli Stati membri all’interno e al di fuori dell’ordinamento dell’Unione ricadano sui principi poc’anzi richiamati e, così, sulle stesse fonti di legittimazione dell’integrazione costituzionale europea. Questo contributo si propone di verificare l’incidenza delle recenti scelte di politica economico-finanziaria sul principio di omogeneità, poiché queste hanno sviluppato forme di integrazione differenziata che, a loro volta, possono innescare ulteriori fattori di diversità tra gli Stati membri, tali da determinare una distinzione tra un’Europa del mercato unico e un’Europa dell’unione economica e monetaria proiettata verso un’unione politica. Inoltre, intende accertare il rispetto dei limiti ricavabili dai principi costituzionali dell’Unione e l’incidenza sul principio del rispetto dell’identità nazionale degli Stati membri: in questa maniera, sarà così possibile analizzare le ricadute delle strategie economico-finanziarie europee sui diritti fondamentali – per i quali la prospettazione di soluzioni a geometria variabile non sembra praticabile, né opportuna – prestando specifica attenzione alla garanzia dei diritti sociali nell’esperienza italiana. L’indagine sarà svolta tenendo conto del contributo dato, in particolare, dal Tribunale costituzionale federale tedesco e dalla Corte di giustizia europea, la quale ha già avuto modo di esprimersi sul nuovo quadro normativo nel quale si collocano le scelte economico-finanziarie compiute (sentenza Pringle) o è in procinto di farlo (dopo il recente rinvio pregiudiziale del Bundesverfassungsgericht): in particolare, è necessario analizzare le ricostruzioni sviluppate dalle Corti guardando alle componenti del principio di omogeneità e al rispetto delle identità nazionali cui viene fatto segnatamente riferimento nelle questioni che ricadono nell’ambito tematico indicato...(segue)



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