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FOCUS - Comunicazioni, media e nuove tecnologie N. 1 - 27/02/2015

  03/03/2015,Stretegia italiana per la banda ultralarga (con nota di S.C.)

Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento recante la “Strategia Italiana per la Banda Ultralarga”, che si propone di porre le basi per lo sviluppo di un rete a banda ultralarga su tutto il territorio nazionale, attraverso alcuni punti fondanti:

(a)    suddivisione del territorio italiano in 94.000 sotto-aree omogenee (es. per densità abitativa, per tasso di penetrazione della banda);

(b)   sottoposizione a procedura di gara della realizzazione della banda ultralarga nei lotti di riferimento;

(c)    aggiudicazione delle offerte basata essenzialmente sul tempo di realizzazione dell’infrastruttura: in altre parole, il lotto viene aggiudicato a chi abbia proposto un’offerta tecnica performante e offre la data di completamento dei lavori più vicina;

(d)   in caso di mancato rispetto dei tempi di consegna, il contributo fornito dallo Stato sarà proporzionalmente ridotto o restituito.

Il controllo sulla conduzione delle gare sarà esercitato da Infratel, società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico nonché soggetto attuatore del “Piano nazionale Banda Larga” e del “Progetto strategico Banda Ultralarga”. In aggiunta, la verifica sulle prestazioni effettivamente erogate e sulle scelte tecnologiche saranno affidate all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

 

Il livello di connettività definita come ultra fast broadband dovrà essere pari ad almeno 100Mbps. A tale fine, il piano strategico pone gli strumenti fondamentali per il raggiungimento del predetto obiettivo di connettività:

(i)                 agevolazioni tese ad abbassare il costo di realizzazione, mediante riduzione degli oneri amministrativi;

(ii)               coordinamento nella gestione del sottosuolo attraverso la costituzione di un apposito catasto che garantisca il monitoraggio degli interventi;

(iii)             adeguamento agli altri Paesi UE per quanto concerne i limiti di elettromagnetismo;

(iv)             incentivi fiscali, credito agevolato e finanziamenti a fondo perduto;

(v)               realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche nelle aree disagiate (non coperte dal mercato).

S.C.



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