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NUMERO 11 - 03/06/2015

 Le elezioni regionali del 2015 in Toscana

Domenica 31 maggio quasi tre milioni di cittadini toscani sono stati chiamati ad eleggere il nuovo Presidente della Giunta, il nuovo Consiglio regionale, nonché, in nove Comuni, si provvederà al rinnovo dei Sindaci e dei consiglieri comunali. Da sempre una delle Regioni “rosse”, insieme ad Emilia-Romagna ed Umbria, la Toscana non ha suscitato grande interesse giornalistico, per lo meno rispetto ad altre Regioni assai più “turbolente”: seppur condizionata dalla variabile astensionismo e dall’eventuale ballottaggio, è apparsa sin da subito certa la riconferma del Governatore uscente Enrico Rossi, esponente del PD, e ricandidato direttamente dal Premier Matteo Renzi, nonostante le posizioni politiche dei due non siano sempre state le medesime. L’operato portato avanti dalla Giunta Rossi ha indubbiamente beneficiato di questa continuità politica made in Toscana: unico mutamento di “rilievo” che si è andato a produrre, a partire soprattutto dalle ultime legislature, è stato il chiaro slittamento del partito principale da una maggioranza di “sinistra” ad una di “centro-sinistra”. Indubbiamente, le vicende politico-istituzionali “centrali” e le direttive europee hanno influenzato l’andamento regionale, guidando in parte l’agenda politica del Presidente Rossi: la legislatura 2010-2015 ha conosciuto sin da subito interventi di razionalizzazione della spesa pubblica, soprattutto attraverso una riorganizzazione della pubblica amministrazione, e un utilizzo diversificato del Fondo sociale europeo, ai fini del rilancio dell’occupazione, della formazione, in particolare giovanile, e di programmi economici mirati ad aumentare la produttività. Piani di assistenza in campo sanitario e sociale che vanno dal bonus bebè, a quello per l’assistenza agli anziani, all’accesso agevolato al credito e a forme di micro-credito o di prestito sociale sono riportati nel report sui “cinque anni di Legislatura”. Sostanzialmente gli stessi temi su cui Rossi ha costruito la campagna elettorale, e che lo hanno visto contrapposto agli altri candidati sia di destra – che hanno puntato vieppiù ad un rilancio dell’economia più “indipendente” da Bruxelles – sia di sinistra – che lo hanno accusato di essere sceso troppo a compromessi con la politica “dei tagli trasversali”. Questione, invece, che continua ad adombrare la Presidenza Rossi, ma che non ha pesato sull’esito elettorale, nonostante sia servita da “pietra dello scandalo” nei comizi degli altri candidati, riguarda la vicenda giudiziaria sull’anomalia del bilancio e “l’ammanco” da 420 milioni di euro della ASL di Massa Carrara nel periodo 2005-2009, denunciato dallo stesso (neo)Presidente nel 2010, che al tempo dei fatti era assessore regionale alla sanità. Dal momento che il soggetto indicato come responsabile da Rossi – l’ex manager della ASL, Antonio Delvino – è stato assolto “ per non aver commesso il fatto” dal Tribunale di Massa, con sentenza (passata in giudicato) nel febbraio 2014, la questione resta aperta... (segue)



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