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NUMERO 11 - 03/06/2015

 Le elezioni regionali del 2015 in Veneto

Questa breve analisi vuole offrire un quadro della disciplina elettorale della Regione Veneto, dando conto anche delle persone e delle idee propugnate nell’ambito della campagna elettorale del maggio 2015, al fine di osservare criticamente l’esito della competizione. L’amministrazione uscente è il risultato delle elezioni regionali del 2010: Luca Zaia, all’epoca ministro, è stato eletto con il 60,2% dei voti, sostenuto da una coalizione di centro-destra formata da Lega Nord, Popolo della Libertà e un listino collegato al presidente, la quale ha guadagnato 37 seggi su 60. La Lega Nord ha superato per la prima volta Forza Italia (Pdl) in termini di consensi: il risultato è stato 35,14% contro 24,74%; laddove alle elezioni del 2005 era stato eletto Galan (candidato di Forza Italia), con il risultato di 14,6% per la Lega, 22,7% Forza Italia, 8,1% Alleanza Nazionale. Il candidato del centro-sinistra era Giuseppe Bertolussi, che ha conquistato il 29,1% dei consensi. Era sostenuto da una coalizione di centro-sinistra che ha ottenuto 19 seggi. Il Partito democratico conquistava il 20,34% (24,74% nel 2005), Italia dei Valori il 5,32%, Federazione della Sinistra lo 1.56%. Antonio De Poli otteneva il 6,39%, consegnando all’Unione di Centro 3 seggi (4,92% dei consensi) e all’Unione Nord Est 1 seggio (1,55%). David Borrelli, candidato del Movimento 5 Stelle, otteneva il 3,16% dei consensi, non consegnando alcun seggio al proprio partito. La IX legislatura regionale si chiude con una polemica sulla legittimazione del Consiglio a deliberare in periodo di elezioni. Convocato per il 28 e il 29 aprile per l’ultima seduta, l’organo deliberativo ha approvato due importanti atti: la DCR n.29 del 28 aprile 2015, recante la modifica del Regolamento del Consiglio per adottare il “Regolamento per il codice di autoregolamentazione dei consiglieri regionali in materia di legalità e trasparenza ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48”; e la DCR recante “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali. Decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modifiche e integrazioni e legge regionale n. 3 del 2000 e successive modifiche e integrazioni”. Entrambe le delibere sono state approvate, scatenando polemiche tra i gruppi della maggioranza, che hanno espresso voto contrario alla convocazione del Consiglio in periodo elettorale. Tuttavia sono stati approvati alcuni importanti provvedimenti di ordine legislativo o programmatico: progetto di legge relativo a “Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva”; la proposta di legge di sostegno al sistema radiotelevisivo e all’editoria regionale; il disegno di legge che modifica gli interventi in agricoltura; la proposta di legge sulla tutela delle risorse idrobiologiche e della pesca nelle acque interne del Veneto; la proposta che ridefinisce le norme in materia di soccorso alpino. Il quadro in cui si inserisce la contesa elettorale oggi, è comunque di una maggioranza strutturata e che gode di una “antica” alleanza, e di una minoranza più debole ma con una rodata esperienza istituzionale. Il Veneto si contraddistingue per un policentrismo, che obbliga i candidati a non trascurare le istanze dei singoli diversi poli del territorio, anche a dispetto di una coerenza sistemica o ideologica con i piani nazionali dei rispettivi partiti di riferimento. I temi toccati nella campagna saranno compiutamente esaminati nel corso di questa analisi... (segue)



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