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FOCUS - Human rights N. 3 - 03/07/2015

 L'entrata in vigore del Protocollo facoltativo al Patto sui diritti economici, sociali e culturali tra luci ed ombre

Con l’entrata in vigore del Protocollo facoltativo relativo al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (PF-PIDESC), il 5 maggio 2013, si è finalmente colmata un’evidente lacuna nel sistema di protezione apprestato dalle Nazioni Unite (NU) a garanzia di tali diritti e si è altresì concluso il lunghissimo periodo di tempo in cui i diritti civili e politici hanno beneficiato sul piano normativo internazionale di una maggiore tutela rispetto ai diritti economici, sociali e culturali. E’ risaputo, infatti, che soltanto il Patto internazionale sui diritti civili e politici (PIDCP) è stato dotato fin dall’inizio di un organo di salvaguardia indipendente – il Comitato dei diritti dell’uomo delle NU – che si può giovare di un meccanismo di controllo basato, oltre che sui rapporti degli Stati Parti, su comunicazioni individuali ad esso indirizzate, attestanti violazioni dei diritti protetti. Per lungo tempo, dunque, si è affermata una clamorosa diseguaglianza tra i diritti in questione, contraria allo spirito della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (DUDU) del 1948 e alla stessa Risoluzione con cui venne adottata, emersa tuttavia nel lontano 1952, in un clima politico, economico e sociale caratterizzato da ben note tensioni e divisioni a livello internazionale, e sancita formalmente nel 1966, quando furono adottati i c.d. «due Patti», distintamente dedicati, appunto, ai diritti c.d. “di prima generazione” e “di seconda generazione”. Per i diritti economici, sociali e culturali (DESC), in spregio al principio di indivisibilità dei diritti umani che già si evinceva dalla Dichiarazione universale del 1948, si è dovuto invece attendere il 1985 per l’istituzione, con una risoluzione del Consiglio Economico e Sociale delle NU (ECOSOC), del Comitato sui diritti economici sociali e culturali (CoDESC), in grado di controllare l’applicazione del PIDESC, cioè di ricevere e valutare i rapporti periodici degli Stati Parti concernenti il rispetto dei diritti in esso contenuti; ma è soltanto nel 2008 che si è giunti finalmente all’approvazione del Protocollo facoltativo, che affida proprio al CoDESC «the functions provided for in the present Protocol», disciplinando, in particolare, la procedura per la presentazione di comunicazioni individuali attestanti presunte violazioni dei diritti in questione, similmente a quanto previsto nell’ambito del PIDCP già dal 1966... (segue)



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