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FOCUS - Osservatorio Città metropolitane N. 2 - 22/07/2015

 La Città metropolitana di Palermo ovvero la “storia infinita” della sua istituzione

Le vicende politiche che fanno da sfondo alla riforma del governo locale in Sicilia richiamano alla memoria il romanzo fantastico di Michael Ende “La storia infinita” che ricomincia sempre dallo stesso punto e sembra non approdare mai alla conclusione finché il protagonista non accetta di occupare il suo posto nella storia, di viverla e di concluderla con la differenza che, nel nostro caso, la “storia” è ben lungi dal trovare un epilogo. Se provassimo a ripercorrere per tappe la storia del riordino del governo locale siciliano a cominciare dalla l. reg. sic. n. 8 del 2014, che all’art. 2 co. 6 aveva annunciato l’introduzione dei liberi consorzi dei Comuni (in luogo delle province regionali) e l’istituzione delle Città metropolitane, ci troveremmo sempre allo stesso punto: Commissari ad acta preposti alle ex Province (venute meno solo sulla carta), scadenza del loro mandato, proroghe, di cui l’ultima contenuta nella l. regionale 26/2014 che fissava al 7 aprile 2015 il termine ultimo ed “improrogabile” di conclusione del commissariamento. L’8 aprile 2015 il coup de théậtre: l’Assemblea regionale siciliana con voto segreto approva (seduta n. 232) un emendamento soppressivo relativo all’art. 1 del disegno di legge 833 bis/A (recante “Disposizioni in materia di liberi Consorzi di comuni e Città metropolitane”), cioè la disposizione con cui venivano istituiti gli enti di area vasta. In poche parole una sorta di de profundis sull’intero disegno di legge... (segue)



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