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NUMERO 18 - 30/09/2015

 Poteri dei giudici e poteri delle parti nei processi sull'attività amministrativa. Dall'unificazione al codice

Ringrazio il magnifico Rettore, Annamaria Angiuli e gli amici baresi per avermi invitato a presentare questo incontro, organizzato in questa splendida cornice da un’Università che mi è particolarmente cara, avendovi prestato all’inizio della mia carriera due anni di servizio quale assistente incaricato. Ma li ringrazio soprattutto per avermi dato l’occasione di intervenire in un dibattito estremamente delicato e importante. Il ruolo della dottrina è di primaria importanza in questo delicato momento storico. Il primo compito dei giuristi è adoperarsi per la costruzione di un sistema coerente e garantista, ispirato al principio di legalità e ai valori della Costituzione. Oggi discutiamo dell’evoluzione della giustizia amministrativa a 150 dalle leggi di unificazione del nostro Paese: la tutela contro gli atti e i comportamenti della pubblica Amministrazione è una delle principali conquiste dello Stato costituzionale di diritto: essa trova riconoscimento negli artt. 24, 100, 103, 111, 113 e 125 Cost., che ci ricordano che tutti devono poter agire in giudizio per la tutela dei diritti soggettivi e degli interessi legittimi e che tale diritto non può conoscere eccezioni per alcun atto o comportamento costituente esercizio di potere amministrativo e assegnano al Consiglio di Stato il compito di garantire "la giustizia nell'amministrazione", prescrivendo l'istituzione nelle Regioni di “organi di giustizia amministrativa di primo grado”, come realizzato nel 1971 con l'istituzione dei TAR... (segue)



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