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NUMERO 23 - 09/12/2015

 L'insegnamento del diritto comparato nei corsi di Scienze economiche e aziendali

Le ragioni che spingono ad affrontare il tema dell’insegnamento del diritto comparato nei corsi di Scienze economiche e aziendali sono molteplici: in primo luogo vi è l’interesse a verificare quale spazio viene offerto attualmente alla materia in quello specifico contesto e se dall’insegnamento del diritto comparato lo studente di Economia possa trarre elementi utili o essenziali per la sua formazione. In secondo luogo è interessante approfondire il diverso ruolo che la materia ha nella  formazione giuridica dell’economista e del giurista. Infine, si intende verificare se sia sostenibile una proposta di inserimento del diritto comparato tra le materie di base o caratterizzanti dei corsi di Economia. L’indagine acquista attualità in considerazione del fatto che l’economia sta diventando per i giuristi uno dei principali vettori della comparazione e che gli economisti occupano, da qualche decennio, ruoli di governo che prima erano dei giuristi. Per quanto riguarda il primo profilo basterà richiamare il tema classico della costituzione fiscale e quello più recente delle agenzie di rating. Rispetto ai secondi la vicenda italiana è emblematica: nelle ultime legislature, a partire dalla XI (aprile 1992-gennaio 1994) la Presidenza del Consiglio è stata occupata, a più riprese, da economisti (Prodi e Monti), grand commis della Banca d’Italia (Dini, Ciampi), che hanno costituito una “riserva della Repubblica” per quel ruolo. Più in generale la governance europea e mondiale sembra dominata da leaders che sono particolarmente sensibili alle richieste e alle aspettative del mondo finanziario. Gli studi economici godono di grande prestigio e attraggono un numero crescente di studenti, maggiore rispetto a quelli che seguono studi giuridici. Poiché gli economisti del futuro sono destinati a ruoli di dirigenza e governo, in concorrenza con scienziati della politica e giuristi, e in un contesto sovranazionale, si pone con evidenza la necessità di approfondire il tema della loro formazione giuridica, con particolare riferimento al diritto comparato. L’insegnamento del diritto comparato nell’area didattica economico-statistica risente, da un lato, delle incertezze che riguardano le utilità e il metodo della comparazione giuridica, temi che hanno impegnato a lungo i privatisti e che ora vengono affrontati anche in campo pubblicistico e dall’altro lato,  della specificità dei corsi di quell’area e degli obiettivi formativi ad essi connessi. Al fine di svolgere al meglio il ragionamento, articolerò lo scritto in quattro punti: il progetto didattico, da sviluppare all’interno dell’offerta formativa, con modalità e strumenti  autonomamente scelti, e di non poter prescindere dalla considerazione della tipologia di studente al quale eroga il suo insegnamento per l’individuazione degli obiettivi del corso. Ad ognuno di questi formanti didattici dedicheremo i successivi paragrafi, per poi trarre nell’ultimo qualche indicazione di sintesi. L’analisi verrà condotta dalla particolare prospettiva del diritto pubblico comparato, ma molte considerazioni si possono estendere al diritto privato comparato... (segue)



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