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FOCUS - Comunicazioni, media e nuove tecnologie N. 1 - 04/03/2016

 L. n. 220/2015,Riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo (con nota di D.C.)

Lo scorso 30 gennaio è entrata in vigore la Legge n. 220/15 con cui è stata portata a termine la riforma della RAI. Innanzitutto, la Legge in esame ha modificato sotto un duplice profilo la disciplina del contratto nazionale di servizio intercorrente tra Mi.S.E. e società concessionaria: in primo luogo, è stato rafforzato il ruolo del Consiglio dei ministri nella procedura di definizione del contratto; in secondo luogo, è stata modificata la cadenza del rinnovo del contratto (da tre a cinque anni).

Il cuore della riforma è nell’assetto complessivo della governance della RAI.  Tra le novità, merita di essere segnalata l’istituzione della figura dell’Amministratore delegato (nominato dal C.d.A, su proposta dell’Assemblea dei soci, quindi del MEF), cui vengono assegnati maggiori poteri gestionali rispetto al vecchio Direttore generale (per esempio, in materia di nomina dei direttori editoriali e di conclusione di contratti).

Inoltre, viene modificato il numero, la composizione e le modalità di nomina del Consiglio di amministrazione: nella prossima tornata di nomina, infatti, i membri del C.d.A. saranno 7 (non più 9) e verranno eletti da Camera e Senato (2 a testa), dal Consiglio dei ministri (2) e dall’assemblea dei dipendenti della Rai (1).  

Dalla procedura di nomina dei membri del C.d.A. viene quindi esclusa la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisi, che, dopo la riforma, ha poteri solo nell’ambito del procedimento di nomina del Presidente del C.d.A. (l’indicazione da parte del C.d.A. diviene efficace dopo il parere favorevole dei 2/3 dei membri della Commissione) e revoca degli incarichi dei consiglieri e del Presidente.

Ancora, la legge in esame conferisce al Governo la delega per riformare entro 12 mesi il T.U. n. 177/2005 “anche ai fini dell’adeguamento dei compiti del servizio pubblico con riguardo alle diverse piattaforme tecnologiche”.

Infine, si prevede che, in vista dell’affidamento della concessione del servizio pubblico (la cui scadenza attuale è prevista per il 6 maggio 2016), il Mi.S.E. debba avviare una consultazione pubblica sugli obblighi del servizio medesimo, “garantendo la più ampia partecipazione”.

Nota di DC



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