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FOCUS - Riforma costituzionale N. 1 - 27/01/2016

 Stato e Regioni tra potere sostitutivo, chiamata in sussidiarietà e clausola di supremazia

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Il progetto di riforma costituzionale ‘Renzi-Boschi’, approvato il 12 aprile 2016 in seconda lettura dalla Camera dei Deputati, tra altre novità prevede l’introduzione della c.d. clausola di supremazia dello Stato. L’art. 31 del progetto dispone infatti che «su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale». Il presente contributo intende riflettere su tale clausola e, nell’ipotesi di esito positivo del referendum costituzionale di quest’autunno, comprenderne la natura e la portata, specie in rapporto ai poteri sostitutivi dello Stato di cui agli artt. 117 e 120 Cost., in parte oggetto di modifica, e rispetto alla c.d. chiamata in sussidiarietà introdotta dalla Corte costituzionale, a partire dalla sent. 303/2003. Si vuole in particolare mettere in luce come l’introduzione di tale clausola, seppure avvenga in un ordinamento in cui si prospetta una significativa riduzione di competenze delle Regioni e del sistema locale, sia rilevante e come, pur essendovi già, nel sistema vigente, strumenti e procedure a garanzia dell’unità nazionale, essa sia non solo differente rispetto ad essi, ma anche essenziale per la ‘tenuta’ del sistema complessivo... (segue)



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