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NUMERO 23 - 30/11/2016

 Le Autorità portuali e l'attuazione del principio di concorrenza

La materia portuale è stata rivoluzionata con la legge 28 gennaio 1994, n. 84. La riforma ha attuato le richieste comunitarie di definizione di un modello gestorio più conforme alle logiche concorrenziali ed all’apertura al mercato rispetto a quello precedente, in cui le soppresse Organizzazioni portuali svolgevano indistintamente attività di regolazione ed attività imprenditoriali. La pregressa disciplina, definita nel Codice della navigazione, r.d. 30 marzo 1942, n. 327, e nel relativo regolamento di attuazione, d.p.r. 15 febbraio 1952, n. 328, garantivano generalmente monopoli e diritti di esclusiva nello svolgimento delle operazioni portuali, spesso a favore di imprese controllate dalle stesse Organizzazioni portuali, con tariffe strutturate in modo poco trasparente. La l. n. 84 del 1994 ha attribuito alle neo-istituite Autorità portuali i compiti di controllo ed indirizzo delle attività ivi svolte, il cui concreto esercizio è stato delegato ad operatori economici privati, a loro volta selezionati con meccanismi concorrenziali dalle Autorità stesse. è stato così attuato il principio di separazione tra attività gestionali ed economiche. Benché il cambio di tendenza rispetto al precedente regime normativo sia netto, la riforma del ’94 non ha definito un modello di regolazione del tutto coerente con le attese europee, in quanto la commistione tra funzioni di regolazione ed imprenditoriali non è stata del tutto rinnegata. Il presente lavoro prende spunto da questa contraddizione ed intende considerare quali profili nell’operato delle Autorità portuali sono ad oggi in contrasto con l’obiettivo finale di tutela dell’equilibrio concorrenziale. Il filo conduttore dello studio sarà dunque l’analisi del rapporto tra, da un lato, il “bene” concorrenza e, dall’altro, la natura, le funzioni, la governance delle Autorità nonché gli spazi in cui esse operano. In altre parole, si tenterà di capire se le loro mansioni sono davvero orientate alla salvaguardia dell’equilibrio concorrenziale o meno. Per di più, il tema merita un approfondimento visto che il d.lgs. 4 agosto 2016, n. 169, in attuazione delle previsioni di cui alla legge 7 agosto 2015, n. 124, c.d. “legge Madia”, riorganizza la struttura e le attività delle Autorità portuali, apportando importanti modifiche alla l. n. 84 del 1994. La riforma offre l’occasione per confrontare la precedente disciplina con quella attuale, al fine di verificare se l’operato delle Autorità portuali è oggi regolamentato in modo da favorire con maggiore decisione l’assetto concorrenziale del mercato portuale. Al riguardo, si segnala che, prima dell’approvazione del d.lgs. n. 169 del 2016, il Consiglio di Stato aveva esternato delle perplessità, sottolineando alcune carenze dello schema di decreto delegato (infra). Prima di approfondire il tema, però, è doverosa una precisazione. Il d.lgs. n. 169 del 2016 non ha abrogato la l. n. 84 del 1994, ma ne ha riscritto (o vi ha aggiunto) diverse disposizioni. Per esigenze di chiarezza, verrà specificato di volta in volta se le norme richiamate riguardano la nuova versione della l. n. 84 del 1994, al netto delle modifiche apportate dal d.lgs. n. 169 del 2016, ovvero quella precedente la riforma... (segue)



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