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NUMERO 2 - 25/01/2017

 Per l'elezione di Antonio Tajani a Presidente del Parlamento europeo

Caro Presidente Tajani, è con grande piacere che Federalismi.it ti esprime le più vive congratulazioni per l’importante risultato che il 17 gennaio scorso hai ottenuto in seno al Parlamento europeo, al termine dei quattro scrutini che hanno animato una giornata intensa e attesa. Un risultato combattuto, che ti ha visto prevalere sul nostro connazionale Pittella, e che rappresenta l’avvio di un nuovo corso. Ti trovi, infatti, Presidente, ad uno snodo, all’inizio di quel cambiamento tanto invocato che, tuttavia, stenta a decollare. Ci piace l’idea che il motore possa esserne l’istituzione parlamentare, se è vero – come sembra – che la tua elezione abbia segnato la fine della grande coalizione, della stagione consociativa degli accordi spartitori e delle convergenze al ribasso che non giovano né al rilancio né al progredire dell’Unione. La novità è significativa sul piano politico, perché vedrà nascere una sana dialettica parlamentare tra forze europeiste di maggioranza e forze europeiste di opposizione, senza più lasciare quest’ultimo campo solamente ai gruppi euroscettici di destra e di sinistra. Di questo ha bisogno oggi l’Europa, aggredita com’è da minacce centrifughe interne, vessata dalle umilianti farneticazioni provenienti da Oltreoceano e dagli ingombranti echi zaristi che giungono dal Cremlino. Sono necessarie nuove idee, nuova grinta e determinazione, nonché esponenti capaci di incarnare una linea politica non tentennante e non legata a particolarismi. E ci piace l’idea che il Parlamento europeo possa essere identificato con una personalità come la tua, cioè quella di un insider, secondo la definizione del New York Times, che da anni si distingue per la coerenza delle scelte politiche, per la lealtà alle istituzioni europee - che ti ha visto agire con indipendenza rispetto al criterio della nazionalità e, non da ultimo, per il senso della misura che – lo ricordiamo - ti ha portato anche a rinunciare, nel 2014, ad una consistente indennità transitoria nel momento del passaggio da vice-presidente della Commissione europea ad eurodeputato. È stata, quest’ultima, una iniziativa meritevole di plauso, in tempi di conflitti d’interesse e di porte girevoli, avendo tu stesso “ritenuto opportuno dare una prova di sobrietà e solidarietà in questo momento di grande difficoltà per i cittadini europei. Proprio ora, in cui si chiedono grandi sacrifici, mentre persiste un alto tasso di disoccupazione, anche la politica deve fare la sua parte, dare l’esempio. Non solo al livello etico, che è naturale, ma penso anche al livello personale. Per questa ragione ho pensato di girare questi soldi al bilancio comunitario, denaro pubblico che possa servire alle politiche sociali, a favore della crescita e dell’occupazione”. La tua coerenza e lealtà alla forza politica che hai contribuito a fondare consentirà un più forte ancoraggio autorevole riferimento per tenere ancorato a posizioni di tradizionale posizione europeista del tuo partito di appartenenza, anche nella futura scelta di alleanze politiche con formazioni di stampo euroscettico... (segue)



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