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FOCUS - Human Rights N. 1 - 13/03/2017

 I bambini soldato: un inquadramento giuridico del fenomeno

«La seconda guerra mondiale segna uno spartiacque nella storia dei diritti umani. Il regime nazista aveva rivelato la possibilità di cancellare secoli di lotte politiche e conquiste giuridiche. Non solo i diritti individuali erano stati soppressi, ma la stessa idea di umanità era stata negata, programmando l’annientamento di una sua parte». Le nazioni occidentali, che più delle altre avevano toccato con mano gli orrori della guerra, si accorsero di quanto insufficienti fossero gli strumenti di diritto predisposti per tutelare lo Stato di diritto e chiamarono in aiuto la Comunità Internazionale affinché predisponesse strumenti maggiormente validi per il futuro. Ad essere criticata fu anche la teoria giuspositivistica per aver permesso di ritenere valida e legittima qualunque norma, senza avere riguardo al suo contenuto. «[I] filosofi giusnaturalisti, cioè, attribuirono la responsabilità della Shoah (lo sterminio degli ebrei, e di altre minoranze discriminate) alla deferenza nei confronti del diritto positivo tipica dei giuristi tedeschi ben prima di Hitler: deferenza riassunta nel motto tedesco «Gesetz ist Gesetz» (la legge è la legge, e dev’essere obbedita comunque). Molti dei gerarchi nazisti, durante il Processo di Norimberga si difesero, infatti, sostenendo di non aver compiuto alcun reato, avendo agito nel rispetto di leggi valide, perché prodotte da uno Stato di diritto. Come avrebbero potuto – dicevano – non osservare leggi a quel tempo vigenti? Il Processo di Norimberga, per rispondere ad esigenze di giustizia, si collocò fuori dal diritto vigente e si svolse seguendo valori e norme morali universali. È proprio questo il momento in cui la Comunità Internazionale avverte «[…] l’esigenza di ancorare il diritto positivo e l’opera dei governi a vincoli non soltanto di forma ma anche di contenuto, cioè a valori di giustizia, a principi morali la cui violazione giustifichi la disobbedienza dei cittadini e la reazione della comunità internazionale»...(segue)



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