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NUMERO 7 - 05/04/2017

 L'autorizzazione parlamentare delle missioni internazionali

Nel luglio 2016 le Camere hanno approvato la legge “organica” da tempo attesa sulle missioni internazionali dell’Italia (legge 21 luglio 2016, n. 145). Entrata in vigore il 31 dicembre 2016, la legge disciplina tanto la fase della decisione di avviare o di proseguire una missione, quanto, per gli aspetti generali e comuni, la fase dello svolgimento delle missioni (trattamento giuridico ed economico del personale impiegato, normativa penale da applicargli, profili amministrativi e contabili, finanziamento). Il 14 gennaio scorso il Consiglio dei ministri ha adottato la prima deliberazione ai sensi della nuova legge, concernente la partecipazione dell’Italia a missioni internazionali per il 2017, che le Camere hanno discusso nei due mesi successivi, autorizzando infine tutte le missioni. Il testo della legge – risultante come spesso accade dalla stratificazione di più interventi emendativi ispirati a disegni d’insieme forse non del tutto coerenti tra loro – contiene alcuni nodi problematici anche rilevanti che la prassi applicativa dovrà sciogliere in attesa di un futuro affinamento dell’articolato. In ogni caso, la disciplina della fase decisionale – sulla quale il presente lavoro si concentrerà – può considerarsi, a seconda di come si guarda, attuativa di norme costituzionali (segnatamente dell’articolo 78) ovvero riempitiva di una lacuna costituzionale. In ogni caso, regolando i rapporti tra organi costituzionali (Governo, Parlamento, Presidente della Repubblica), quella in commento sembra una legge di rilievo costituzionale... (segue) 



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