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NUMERO 6 - 22/03/2017

 Introduzione al convegno 'L'autotutela amministrativa tra tradizione e innovazione'

Entriamo adesso nella seconda parte del nostro pomeriggio, quella dedicata al tema dell’autotutela.

Quello dell’autotutela è un tema al contempo risalente ed avvincente. Risalente perché è un tema classico legato all’attività di secondo grado. Anche i civilisti hanno grande attenzione per i negozi di secondo grado; così è anche per gli studiosi di diritto amministrativo, e ciò perché, nell’attività di secondo grado, si manifesta una capacità di riflettere ulteriormente sui prodotti della nostra attività, che esige un supplemento di consapevolezza.

La questione dell’autotutela è importante anche sotto un altro profilo. Nell’autotutela si confrontano sempre due aspetti: l’autorità dell’Amministrazione e la libertà del cittadino, il potere pubblico e l’affidamento che il cittadino ripone su una attività che è stata già compiuta. E’, insomma, la grande storia tra le due anime del diritto amministrativo.

Da una parte l’anima autoritaria e autoritativa legata all’Amministrazione come potere pubblico, e dall’altra l’anima garantista del potere pubblico, un’anima, cioè, legata alla garanzia dal cattivo esercizio di questo potere.

Alla luce di ciò, se si guarda a quella che è stata la vicenda culturale dell’autotutela, sarà possibile vedere la storia di queste due anime del diritto amministrativo ed anche il progressivo affermarsi della seconda sulla prima, con l’anima della garanzia che prevale sull’anima puramente autoritativa.

Questo lo vedremo attraverso le relazioni dei nostri amici che adesso prenderanno la parola.

Inviterei pertanto a prendere la parola Carlo Deodato che ci parlerà del potere amministrativo di riesame per vizi originari di legittimità.



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