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NUMERO 6 - 22/03/2017

 Il potere amministrativo di revoca

Un grazie di cuore ad Alessandra per questo graditissimo invito. Non ho conosciuto personalmente il Maestro, se non attraverso le sue opere che ho studiato con la consapevolezza di trarne sempre un proficuo insegnamento. Consapevolezza che si è rafforzata allorché, in occasione del ventennale della sua prematura e repentina scomparsa, ho avuto l’onore, con  i suoi allievi ed altri studiosi a lui vicini, di partecipare, attraverso un mio scritto, ad una riflessione comune sulla sua corposa e straordinaria opera, ancora oggi di grande attualità, foriera di stimoli di riflessione sempre nuovi. Nel mio lavoro, non a caso intitolato “Aldo M. Sandulli alfiere della legalità”,  mi soffermo in modo particolare sulla costante ricerca del Maestro, nella duplice veste di giudice costituzionale e studioso di diritto amministrativo e costituzionale,  di strumenti idonei a rafforzare e rendere più forti le garanzie della legalità a favore dei cittadini. Nel pensiero del grande Giurista la legalità, l’esigenza di tutela della legalità, si accompagnava ad un altissimo senso morale  e civile che ne improntava ogni azione: di cittadino, di uomo delle istituzioni, di giurista, di accademico.

Il rimpianto di non averlo conosciuto personalmente è attenuato dal fatto che attraverso i ricordi di Alessandra e della signora Susa, a Capri, nelle nostre conversazioni mattutine, davanti ad una fumante tazza di caffè, ho imparato a conoscerlo nella quotidianità dei rapporti con la famiglia, ammirare il legame d’amore che custodiva nel suo cuore per i sui cari e ad apprezzarne, così, la figura e il grande spessore umano... (segue)



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