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NUMERO 9 - 03/05/2017

 Le tendenze semipresidenziali nei sistemi presidenzialisti sudamericani

L’ordinamento argentino e quello venezuelano vengono spesso presentati dalla letteratura rilevante come archetipi delle distorsioni presidenzialiste del modello della forma di governo presidenziale: in tali sistemi ai presidenti è stata conferita «un’aura quasi monarchica». Nel caso argentino la dottrina ha usato il termine “hyper-presidentialism” per descrivere le tensioni spiccatamente accentratrici del sistema in favore del Presidente e le ingerenze dello stesso sugli altri poteri, anche a causa dell’assenza di adeguati meccanismi di checks and balances. Si è infatti assistito negli anni all’affermarsi del predominio della figura del Presidente mediante l’abuso del potere di decretazione d’urgenza, gli scarsi controlli sul bilancio e l’uso ripetuto del potere di veto, in un contesto di endemica debolezza di agenzie indipendenti e potere giudiziario, entrambi pesantemente influenzati da nomine governative. Il sistema venezuelano è stato invece contrassegnato dall’egemonia chavista, che ha portato parte della dottrina ad evidenziare il carattere autoritario dell’evoluzione della forma di governo presidenziale venezuelana. La costituzione del 1999 infatti ha funzionato fino ad oggi (ossia fino alla Presidenza Maduro) in un regime di controllo di quasi tutti i centri di potere da parte del partito chavista. Le modifiche costituzionali volte al mantenimento del potere da parte di Chavez, un vero e proprio culto della personalità del Presidente e i cenni di presidenzialismo “pretoriano”, per dirla à la Huntington, hanno contributo a delineare il Venezuela come presidenzialismo a tendenza autoritaria. Da un paio d’anni, tuttavia, si assiste in entrambi i paesi alla rottura del meccanismo “politico” che aveva caratterizzato la loro storia più recente. È proprio in questa situazione di trasformazione che alcuni tratti delle Costituzioni possono dimostrarsi utili in direzione di una gestione del cambiamento politico mediante una forma di governo ibrida, se non esplicitamente semipresidenziale. Nel 2015 in Argentina è stato eletto, dopo quasi vent’anni di dominio kircheriano, un Presidente non appartenente né all’UCR (Unión Cívica Radical - UCR) né al PJ (Partito Justicialista - PJ): Mauricio Macrì. L’attuale Presidente non gode tuttavia della maggioranza assoluta in nessuna delle due Camere del Congresso Argentino, al contrario della maggioranza dei suoi predecessori: il sistema è così costretto ad aprirsi a forme importanti di negoziazione. In Venezuela, invece, dopo quasi vent’anni di dominio chavista sulla Asamblea Nacional, il Presidente Maduro (braccio destro di Chavez e vincitore alla prima tornata elettorale presidenziale dopo la sua scomparsa nel 2013) non gode più della maggioranza dell’Assemblea, controllata dalle opposizioni dal dicembre 2015. Gli “scontri” tra i poteri stanno creando notevoli tensioni, fra cui, da ultimo, il tentativo di “golpe giudiziario” della Sala Constitucional del Tribunal Supremo de Justicia. In questa situazione politica è utile riflettere sulle potenzialità di emersione di un sistema di funzionamento diverso di questi due regimi presidenzialisti, legato alla possibilità di valorizzare figure simili a quella del Primo Ministro nel sistema francese: si tratta del Jefe de Gabinete de ministros per l’Argentina e del Vicepresidente Ejecutivo per il Venezuela. Nei due ordinamenti sembrano infatti presenti gli embrioni di un sistema duale che può attenuare lo scontro dei blocchi. In questa sede s’intende analizzare se l’ordinamento argentino e quello venezuelano, in contrapposizione alla loro classica catalogazione come forme di governo presidenziali, possano essere ritenuti ordinamenti semipresidenziali o perlomeno ordinamenti idonei a “comportarsi” come tali, anche se momentaneamente “dormienti”. Per fare ciò si procederà allo studio del dato normativo e all’analisi del dato fattuale-politico. Il primo infatti è il requisito minimo e necessario per l’inquadramento di una forma di governo come semipresidenziale: la costituzione formale è il dato imprescindibile a cui fare riferimento. L’analisi del dato fattuale-politico risponde invece alla necessità di studiare la prassi politica e costituzionale che regola il funzionamento della forma di governo. Questo dato si studierà in maniera diacronica, cercando di evidenziare i più recenti orientamenti della prassi, nella consapevolezza del rischio di leggere presunti cambiamenti sistemici in dinamiche invece solo contingenti. Senza nessun intento profetico si ricostruirà una possibile chiave di lettura evolutiva delle dinamiche degli ultimi anni. In un primo momento si analizzerà quindi il dato normativo costituzionale. In una prima parte – corrispondente al paragrafo secondo – si darà conto della disciplina costituzionale delle figure del Jefe de Gabinete de ministros e del Vicepresidente Ejecutivo, descrivendone funzioni e caratteristiche. In una seconda parte – corrispondente al paragrafo terzo – si evidenzieranno le analogie della forma di governo dei due paesi con quella semipresidenziale: cercando di recuperare una definizione minima di semipresidenzialismo si rileverà che i suddetti ordinamenti hanno tutte le caratteristiche necessarie e sufficienti, a livello di costituzione formale, per essere qualificati come ordinamenti semipresidenziali. In un secondo momento ci si concentrerà sul dato “politico-fattuale”, ossia sul funzionamento pratico della forma di governo. In una prima parte – coincidente con il paragrafo quarto – si rileverà come nella prassi istituzionale non si siano sviluppati meccanismi politici e convenzioni costituzionali idonei ad un funzionamento semipresidenziale della forma di governo. In una seconda parte – contenuta nel paragrafo quinto – si suggerirà come per la prima volta le condizioni storico-politiche rendano teoricamente possibile una trasformazione della «formula politica istituzionalizzata» in senso semipresidenziale. Nelle conclusioni si rileverà come l’insieme di fattori – normativi e politici – potrebbe essere in grado di valorizzare un funzionamento semipresidenziale delle Costituzioni argentina e venezuelana, nonostante le enormi difficoltà che tale funzionamento potrà incontrare... (segue)



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