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NUMERO 9 - 03/05/2017

 Verso la Sesta Repubblica francese? In attesa del ballottaggio del 7 maggio

Che le elezioni presidenziali della primavera 2017 sarebbero state un unicum nella oramai quasi sessantennale esperienza della Quinta Repubblica francese risultava chiaro dal dicembre precedente, quando il Presidente in carica, il socialista François Hollande, dichiarò di non voler presentare la propria candidatura per un secondo mandato. Se si eccettua il caso del gollista Georges Pompidou, che morì nel mezzo del suo primo settennato presidenziale, nell'aprile del 1974, tutti i Presidenti in carica, alla fine del loro mandato, hanno tentato la rielezione, riuscendoci nel caso del “padre costituente” Charles de Gaulle (1958-1969), del primo presidente socialista della Quinta Repubblica François Mitterand (1981-1995) e quindi del neo-gollista Jacques Chirac (1995-2007). Così la rinuncia a concorrere per un secondo mandato di François Hollande, che solo cinque anni prima aveva sconfitto l'allora presidente uscente Nicolas Sarkozy, verbalizzava il fallimento di una presidenza sprofondata nella crisi francese e dell'Eurozona, tra insicurezze economico-sociali e il terrore degli attentati jihadisti che a cominciare dal gennaio e novembre 2015 avevano martoriato Parigi e successivamente Nizza, in seguito ai quali fu prima dichiarato lo stato di emergenza, riesumando una normativa della Quarta Repubblica già utilizzata per la “questione algerina” e nel 2005 per i moti nelle banlieues (legge n. 2015-1501, del 20 novembre 2015, prorogeant l'application de la loi n. 55-395 du 3 avril 1955, relative à l'état d'urgence e renforçant l'efficacité de ses disposition), quindi la possibilità di introdurre deroghe alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, in base alle previsioni dell'articolo 15 della stessa Cedu. La presidenza Hollande è stata percepita dall'opinione pubblica francese come responsabile principale di un modello repubblicano che frana dinanzi all'insicurezza sociale della crisi economico-finanziaria, di un'Europa austera a trazione tedesca, e alla compressione di diritti e libertà patrimonio della tradizione costituzionale francese degli ultimi due secoli... (segue) 



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