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NUMERO 11 - 31/05/2017

 L'evoluzione del federalismo nigeriano tra conflitti etnici e transizioni democratiche

L’intento del presente lavoro è quello di fornire un’analisi dell’evoluzione del federalismo nigeriano dall’amalgamation, operata dagli inglesi nel 1914, sino alla Costituzione del 1999 che ha sancito l’inizio di una nuova transizione democratico-costituzionale, attualmente non ancora conclusa. Nonostante le lunghe fasi autoritarie, a causa di numerose giunte militari, l’evoluzione del federalismo in Nigeria necessita di attenzione per le particolari disposizioni costituzionali che ne regolano il funzionamento. Preliminarmente preme ricordare che la nascita del federalismo fu strettamente legata all’eredità coloniale inglese; la soluzione federale fu spesso adottata dagli inglesi nel corso della decolonizzazione, con il fine di non lasciare le ex colonie in uno stato di cronica instabilità istituzionale, dato che i confini degli stati creati sotto il loro dominio non coincidevano con la distribuzione delle numerose comunità etniche. Per queste ragioni, nel corso degli anni 60’, le nuove federazioni a sud del Sahara iniziarono ad essere oggetto di attenzione da parte della dottrina. Il primo rilevante lavoro sulle nuove federazioni appartenenti al Commonwealth, compresa la Nigeria, fu opera di R. L. Watts che esaminò in chiave comparata sei “esperimenti federali” in quanto, nonostante avessero le loro radici in federazioni consolidate (USA, Canada e Australia), «the new federations, then, have been not mere of older models, but genuine experiments in federal institutions». Acute furono le osservazioni sulla Nigeria descritta «as a political entity an artificial creation, perhaps the most artificial of all the countries created in the course of the European occupation of Africa» […] «has remained a federation in which under the dynamic impact of centrifugal and centripetal forces there has been a continuous adjustment of the delicate and precarious balance between the regional and central governments».  Alla luce di queste considerazioni, sempre attuali, una verifica dello stato del processo federale nigeriano appare necessaria, primariamente come detto, per le soluzioni giuridiche adottate con il fine di favorire l’integrazione tra le numerose etnie e per scongiurare future secessioni, configurandosi come un importante tentativo di management di società multietniche. Rilevante è anche il ruolo della Nigeria nel più ampio contesto politico dell’Africa subsahariana; ricchissima di risorse petrolifere e gasiere, nonché agricole data la posizione geografica, e con una popolazione che ormai supera le 180 milioni di unità suddivisa in più di 250 gruppi etnici, il processo di democratizzazione in Nigeria può segnare “il passo” di tutta l’Africa a sud del Sahara... (segue)



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