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FOCUS - Africa N. 1 - 21/07/2017

 I programmi di (sviluppo e) protezione regionale dell'Unione Europea: uno strumento efficace per i rifugiati africani?

Nel quadro del più ampio fenomeno dei flussi migratori dall’Africa verso l’Europa, in questa sede si esamineranno i programmi di (sviluppo e) protezione regionale (PPR/PSPR) che l’UE ha avviato, dal 2005, con l’obiettivo di incrementare la capacità delle regioni d’origine e/o di transito dei rifugiati ai fini della loro migliore protezione. Premessi cenni alla dimensione esterna della politica europea di asilo, si analizzeranno i caratteri principali dei PPR per poi passare a quelli predisposti nel continente africano: il PPR “pilota” in Tanzania nella zona dei Grandi laghi e i due PPR nel Corno d’Africa e nel Nord Africa. Di sèguito si esamineranno i nuovi PSPR, recentemente avviati, che tengono conto della necessità di migliorare anche lo sviluppo socioeconomico dei territori in cui vanno a operare. Infine, si svolgeranno alcune considerazioni sull’efficacia di tali programmi per rifugiati e richiedenti protezione africani. I PPR/PSPR si collocano tra le iniziative “esterne” del sistema europeo comune di asilo (SECA). Negli anni, l’Unione europea ha affiancato agli strumenti a valle dei movimenti di rifugiati (operanti, cioè, quando costoro sono in prossimità o sul suolo europeo) alcune iniziative di carattere cooperativo con i Paesi terzi di primo asilo o di transito, con l’obiettivo di fornire protezione a quei rifugiati prima che giungano sul territorio... (segue)



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