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FOCUS - Human Rights N. 2 - 28/07/2017

 Il risarcimento come forma di riparazione per la violazione di diritti umani

Il ricorso al risarcimento, in materia di tutela dei diritti umani e di diritto umanitario, come forma di riparazione a seguito della violazione di norme consuetudinarie e pattizie, trova crescente applicazione nelle diverse sedi in cui l’osservanza di tali diritti viene in rilievo. Originariamente concepito nel contesto delle relazioni interstatali, esso ha progressivamente assunto, grazie alla rilevanza acquisita dall’individuo nel diritto internazionale, un ruolo preminente nel quadro dei rimedi adottati nei confronti di quest’ultimo. All’uniformità di questa tendenza fanno tuttavia da contrappunto numerosi elementi di incertezza che concernono, in primo luogo, la natura consuetudinaria o meno delle norme che sarebbero all’origine dell’obbligo, in capo allo Stato, di corrispondere un risarcimento a favore degli individui vittime della violazione di diritti umani. Tali aspetti non possono tuttavia essere considerati isolatamente, bensì devono essere posti in relazione alla tendenza crescente, nel diritto internazionale, ad assegnare rilevanza al ruolo e ai diritti dell’individuo considerato in quanto “vittima”. La tendenza in parola fa infatti sì che il tema del risarcimento non si esaurisca più nell’ambito delle norme sulla responsabilità degli Stati ma, al contrario, impone una presa in esame di componenti che da tale ambito esulano. In particolare, come si vedrà, il cosiddetto victim-based approach solleva la questione se e in che misura il risarcimento possa essere corrisposto a favore degli individui anche da parte di Stati diversi dallo Stato autore della violazione. A ciò occorre aggiungere l’emergere e l’evolversi della dimensione penale del diritto internazionale, all’interno della quale la tutela della vittima si trova in relazione sia con la dimensione repressiva del diritto, sia con la necessità di un riequilibrio dei rapporti fra vittima e autore del crimine. Il presente lavoro si propone quindi di sviluppare una riflessione attorno ai temi in parola; dopo una breve ricognizione dei termini principali del dibattito relativo all’esistenza di una norma consuetudinaria volta ad assicurare il risarcimento a favore degli individui a seguito della violazione di diritti umani, esso si soffermerà su alcune tendenze esistenti, a livello internazionale, in materia di risarcimento. Ciò comprenderà, in particolare, un’analisi del ruolo dello Stato nell’azione di risarcimento nel quadro di alcuni strumenti pattizi e di soft law - azione che, come si vedrà, può trarre ispirazione da logiche fra loro eterogenee. Ciò costituirà il punto di partenza per la formulazione di alcune osservazioni conclusive in relazione al risarcimento come forma di riparazione a seguito di violazioni dei diritti umani e, più precisamente, all’esistenza di un diritto individuale in materia... (segue)



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