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FOCUS - Democrazia diretta vs democrazia rappresentativa N. 1 - 02/10/2017

 'Democrazia della comunicazione' e formazione dell’opinione pubblica

Le dinamiche della formazione dell’opinione pubblica presentano, in un sistema democratico, una indubbia rilevanza stante il ruolo di “pilastro” che esse rivestono nella legittimazione delle istituzioni e delle regole della comunità, dalle quali vengono peraltro, a loro volta, influenzate, in ragione dei diversi elementi politici ed istituzionali che le compongono e caratterizzano. Ne consegue che ogni Stato democratico presenta caratteristiche peculiari di opinione pubblica e formazione del consenso, mentre permane comune e incontroversa l’esigenza che la decisione popolare – nella forma delle elezioni, del referendum o delle sempre più numerose esperienze partecipative e deliberative – rappresenti il precipitato di volontà formatesi in modo “politico”, e quindi consapevole, in una delle tante ἀγοραί (politiche, di comunità, televisiva, virtuale) nelle quali si sviluppa il dibattito nelle odierne società occidentali. Anzi, può dirsi che quanto più la manifestazione della volontà popolare è chiamata a produrre esiti deliberativi e non solo meramente elettivi, tanto più assume rilevanza non solo la “presenza” di una opinione pubblica formatasi in modo libero e plurale, ma anche la “qualità” della stessa, divenendo quindi necessario che essa si formi a valle dell’“acquisizione di un sapere e di una competenza sull’oggetto della decisione da adottare” e che questi ultimi (sapere e competenza) si siano formati su contenuti plurali, attendibili e, nella misura massima possibile, imparziali. Centrali nella formazione dell’opinione pubblica e del consenso restano i partiti politici e i movimenti ma pari importanza va oggi riconosciuta alla “comunicazione”, intesa in questa sede come manifestazione del pensiero nella sfera pubblica sia al fine di informare, anche nella forma del giornalismo partecipativo, sia di produrre adesione ad un pensiero politico. Può dirsi, infatti, che quanto più le società occidentali si caratterizzano per essere basate sull’informazione e la comunicazione, tanto più anche la forma democratica e l’opinione pubblica, che esse esprimono, tendono a presentare le medesime caratteristiche.  Si tratta peraltro di un processo iniziato ormai da diversi decenni: la seconda metà del XX secolo è stata caratterizzata da un progressivo ridimensionamento della stampa, incontrastato strumento di formazione dell’opinione pubblica fino a quel momento, determinato anche dalla progressiva affermazione della televisione come mass media, che ha dato vita ad una nuova dimensione della sfera pubblica, definita appunto televisiva; oggi un nuovo cambiamento viene determinato dall’affermazione ed evoluzione della Rete, che rappresenta sempre più un elemento essenziale della vita sociale, partecipativa, relazionale di una comunità, con indubbi riflessi sulla circolazione delle opinioni e delle idee. La democrazia del terzo millennio si avvia quindi ad essere, anche da questo punto di vista, una e-democracy, nelle molteplici forme che i cambiamenti prodotti dalle nuove tecnologie digitali si presentano in grado di produrre. Per farlo necessita tuttavia anche di mantenere, come si avrà modo di approfondire, in equilibrio l’architettura della sfera pubblica e dei meccanismi di formazione del consenso... (segue)



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