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NUMERO 21 - 08/11/2017

 La 'iurisdictio' contabile e la tutela degli interessi diffusi nell'ottica dell'attuazione 'domestica' del principio costituzionale dell'equilibrio di bilancio

Dopo un rapido excursus che ripercorre l’evoluzione degli orientamenti in materia di situazioni giuridiche meta-individuali, con particolare attenzione alla categoria degli interessi collettivi e diffusi, lo studio si concentra sul ruolo della Corte dei Conti quale giurisdizione “di chiusura” del sistema, che consente di dare effettiva tutela ad interessi a carattere diffuso e, come tali, meritevoli di salvaguardia in quanto riconosciuti dalla nostra Costituzione ma, per le loro caratteristiche, privi di altri mezzi di tutela in via “di azione”. Tale analisi passa attraverso la ricollocazione del principio dell’equilibrio di bilancio nel sistema costituzionale interno dopo il c.d. Fiscal Compact, riscontrandone l’applicazione nella giurisprudenza costituzionale, in particolare in quella più recente tra il 2015 ed il 2016, in chiave famulativa rispetto ad interessi costituzionali a carattere sostanziale, in particolare del buon andamento della P.A. In questo scenario, emerge che il bilancio si qualifica come “bene pubblico”, sintesi di scelte allocative che costituiscono utilità a godimento non rivali e non escludibili. Si sostiene infine, col supporto della casistica giurisprudenziale, che la verifica della legittimità contabile da parte dei giudici comuni e la “giustizia costituzionale” dei bilanci pubblici - intesi quali “beni pubblici”, permettono di dare ingresso e tutela effettiva ad interessi e valori supremi scolpiti nella Costituzione (dal diritto al lavoro, alla tutela della concorrenza, alla realizzazione del principio di uguaglianza sostanziale) altrimenti tutelabili solo a “lesione” già consumata... (segue)



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