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NUMERO 22 - 22/11/2017

 Il diritto alla salute e la spesa costituzionalmente necessaria

Il diritto alla salute può essere definito, nello stesso tempo, come il più importante e il più fragile tra tutti i diritti sociali. Il più importante: se scaviamo dietro alle parole fino a far emergere, seguendo Capograssi, l’esperienza che le persone concretamente fanno del diritto alla salute, l’affermazione diventa evidente. Dietro alle poche parole della norma dell’art. 32 della Costituzione, che possono essere pronunciate anche senza battere ciglio, troviamo infatti esperienze drammatiche e delicatissime, rispetto alle quali non è possibile la medesima indifferenza. Sono piuttosto un pugno nello stomaco, se consideriamo che tra queste esperienze può esserci quella di un padre di un piccolo bambino cui viene diagnosticato un tumore e sperimenta tutta la straziante impotenza di non riuscire a guarirlo; quella di un madre che viene ricoverata in condizioni gravissime in un pronto soccorso per un incidente e si trova a lottare tra la vita e la morte; quella di un anziano che, ancora dominato da una febbre di vita, finisce preda dell’acuirsi di una malattia cronica che lo paralizza in un letto. Basta una breve riflessione per comprendere come gli esempi potrebbero continuare a lungo, confermando, per la drammatica intensità delle situazioni, che questo è il più importante tra i diritti sociali. Non cade a caso il detto popolare: “se c’è la salute c’è tutto”.  Ma nello stesso tempo è il più fragile. Nessuno, fra i vari diritti sociali, dipende come il diritto alla salute, dalle risorse pubbliche che vengono stanziate. L’istruzione, per assurdo, un ragazzo potrebbe riceverla dai genitori o potrebbe anche garantirsela da solo, con un po’ di buona volontà. L’erudito don Ferrante di Manzoni era in fondo un’autodidatta: “Uomo di studio … passava di grand’ore nel suo studio, dove aveva una raccolta di libri considerabile, poco meno di trecento volumi: tutta roba scelta, tutte opere delle più riputate, in varie materie; in ognuna delle quali era più o meno versato”. Per la salute questo non è possibile. Non ci si può curare un tumore o una polmonite da soli. Per tutelare il diritto alla salute sono quasi sempre indispensabili strutture e professionisti (medici, infermieri, ecc.) che lo garantiscano in modo universalistico, a prescindere dal reddito. Quindi, tra tutti diritti sociali, è quello più condizionato dalle risorse finanziarie. Risorse finanziarie che, per questo diritto, sono necessarie in misura sempre maggiore: lo sviluppo tecnologico e la ricerca scientifica permettono con velocità il raggiungimento di straordinari traguardi. Si pensi ai nuovi farmaci oncologici che permettono oggi di intervenire efficacemente su tumori ritenuti incurabili fino a pochi anni fa: i nuovi rimedi, tuttavia, sono molto costosi... (segue) 



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