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NUMERO 1 - 03/01/2018

 La trasparenza negli appalti pubblici

La trasparenza è, nell’ambito della moderna visione dell’amministrazione, un valore portante e necessario dell’ordinamento, un modo di essere e di agire dell’amministrazione che assume un fondamentale rilievo anche come strumento di riavvicinamento del cittadino alla pubblica amministrazione. La trasparenza, quindi, non rappresenta solo il fine cui tendere, ma un efficace strumentario per una amministrazione che operi in maniera eticamente corretta e che persegua obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità dell’azione valorizzando l’accountability nei rapporti con i cittadini. Nella materia dei contratti la trasparenza è tra i principi cardine dell’agere amministrativo, un “faro” da tenere sempre accesso sulle procedure, un portentoso “lubrificante” che può consentire alla macchina amministrativa un perfetto incedere. Nell’ambito di questo specifico settore essa realizza, attraverso norme e adempimenti all’uopo previsti, la conoscibilità e la comprensibilità delle procedure finalizzate a realizzare imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa e a far comprendere le scelte rivolte alla cura dell’interesse generale. L’obiettivo di questo lavoro è l’analisi del regime della trasparenza e della pubblicità in materia di contratti pubblici alla luce sia del “decreto trasparenza”, d. lgs. 33/2013, che della nuova disciplina recata dal codice dei contratti pubblici, d. lgs. 50/2016, per come modificato dal d. lgs. 56/2017. Saranno quindi individuati i nuovi adempimenti posti a carico delle amministrazioni, intesi a rendere i relativi procedimenti più partecipati e “trasparenti” e le regole in tema di pubblicità degli atti di gara, senza tralasciare di evidenziare le criticità e i problemi che la nuova disciplina pone rispetto al sistema nel quale è innestata, con riguardo proprio agli obblighi di pubblicazione posti a carico degli enti aggiudicatori dal codice dei contratti. Il nuovo regime di pubblicità introdotto da quest’ultima disciplina, infatti, non sembra tenere adeguatamente in considerazione le diverse finalità cui tendono i differenti obblighi di pubblicità previsti in subiecta materia, finendo per creare qualche confusione sia negli adempimenti sia negli effetti previsti. La trasparenza non è solo un principio “proclamato”, una sorta di “petizione di principio” buona per tutte le stagioni, ma si traduce in una serie di strumenti che consentono in concreto ai cittadini di conoscere il modus operandi delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti ad essi equiparati. In tal senso, da una parte va considerato il diritto di accesso ai documenti, (disciplinato dagli artt. 22 e ss. della legge 241/1990 e dall’art. 53 del d. lgs. 50/2016) che consente ai soggetti titolari di un particolare interesse di accedere agli atti di gara al fine di tutelare la propria sfera giuridica; a questa oramai tradizionale modalità di accesso ai documenti si è affiancato, di recente, l’accesso civico “c.d. generalizzato”, che consente a tutti i cittadini di avere contezza di atti amministrativi senza che sia richiesta alcuna legittimazione, accesso da assicurarsi nel rispetto degli interessi pubblici e privati previsti per legge che tuttavia ne segnano i limiti. Dall’altra va anche tenuto conto che la trasparenza nel settore dei contratti pubblici è attuata a mezzo di specifici obblighi di pubblicazione a carico delle pubbliche amministrazioni con riguardo alle procedure bandite, e ciò al fine “di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche”, ponendosi in concreto anche come misura di prevenzione della corruzione... (segue)



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