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NUMERO 6 - 19/03/2008

 Liste, coalizioni ed alleanze: le regole del gioco per le elezioni politiche 2008

La legge 21 dicembre 2005, n. 270, approvata nel corso della XIV legislatura, ha modificato in maniera radicale il sistema di elezione del Parlamento italiano, trasformandolo da un sistema maggioritario uninominale corretto e temperato ad un sistema di tipo proporzionale a liste bloccate con clausola di sbarramento e premio di maggioranza.
La riforma del 2005, postasi in netta contrapposizione con il sistema previgente, è stata oggetto di un ricco dibattito politico e scientifico che qui non è il caso di ricostruire e al quale, per i dovuti approfondimenti, si rimanda[1]; della stessa legge, ricordiamolo, la Corte costituzionale ha evidenziato i profili problematici in occasione delle recenti pronunce relative all’ammissibilità del referendum abrogativo[2].
Quello che interessa fare in questa sede, invece, è delineare i meccanismi di funzionamento del sistema elettorale calandoli nell’attuale contesto di azione delle forze politiche ad un mese dal voto, in modo da poter contestualizzare le scelte compiute dai soggetti politicamente rilevanti in queste settimane che hanno preceduto la preparazione delle liste.
Semplificando, la riforma del 2005 ha deciso la soppressione dei collegi uninominali sostituendoli con ampie circoscrizione elettorali, la previsione di un premio di maggioranza pari al 55% dei seggi (attributo su base nazionale alla Camera e su base regionale al Senato) a favore della coalizione di liste o della lista che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi espressi, l’obbligo di deposito di un programma elettorale con contestuale indicazione del capo della forza politica o della coalizione e, infine, una modalità di attribuzione dei seggi mediante l’ordine di presentazione dei candidati secondo lo schema delle liste bloccate.


[1] B. Caravita, Per una legge elettorale che superi un bipolarismo coatto, in federalismi.it, n. 7 del 2007; F. Lanchester, Le elezioni contestate e le prospettive future, in federalismi.it, n. 8 del 2006.
[2] Corte costituzionale, sent. n. 15 del 2008: “l’impossibilità di dare, in questa sede, un giudizio anticipato di legittimità costituzionale non esime tuttavia questa Corte dal dovere di segnalare al Parlamento l’esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento, sia pure a livello regionale, di una soglia minima di voti e/o di seggi”.



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