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NUMERO 15 - 28/07/2010

 Il 'volto costituzionale' del sistema penale si impone anche ai pacchetti sicurezza (Nota a Corte cost., sent. n. 265/2010 sulla carcerazione preventiva obbligatoria nei reati di violenza sessuale)

Con la sentenza n. 265 depositata il 21 luglio 2010 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo del Codice di procedura penale. Tale norma, introdotta dall’art. 2 del D.L. n. 11 del 23 febbraio 2009 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito dalla L. 38 del 23 aprile 2009, stabiliva che a fronte di gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di violenza sessuale (art. 600-bis c.p. induzione o sfruttamento della prostituzione minorile; art. 609-bis c.p. violenza sessuale; art. 609-quater c.p. atti sessuali con un minorenne) il giudice dovesse obbligatoriamente applicare la custodia cautelare in carcere, salvo che fossero acquisiti elementi dai quali risultassero non sussistenti le esigenze cautelari.
La norma in questione non consentiva, dunque, l’applicazione di misure alternative diverse e meno afflittive della custodia cautelare in carcere alla persona raggiunta da gravi indizi di colpevolezza circa la commissione di un reato sessuale... (segue)



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