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NUMERO 11 - 01/06/2016

 Brasile - Il Senado federal approva l'impeachment

Il 12 maggio 2016 in Brasile il Senado Federal ha approvato l’impeachment contro la Presidente Dilma Rousseff, con 55 voti favorevoli e 22 contrari. La Presidente è stata automaticamente sospesa dal suo mandato per 180 giorni e il Vice presidente Michel Temer, leader del Partito del Movimento Democratico Brasiliano, ha assunto la guida del Paese ad interim. Dopo il voto del Senado, con un decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, la Presidente Rousseff ha rimosso dall’incarico i ministri che facevano parte del suo governo. Nel periodo di sospensione la Presidente Rousseff sarà sottoposta alla procedura di messa in stato d’accusa, poiché è stata accusata di aver manipolato i conti pubblici cercando di nascondere ai cittadini il crescente dificit di bilancio del Paese. Il Capo dello Stato potrà difendersi dalle accuse che le sono state mosse davanti ai giudici della Corte suprema, dimostrando di non aver truccato i conti e, la stessa, potrà tornare a ricoprire il suo incarico solo se sarà assolta nel processo che inizierà all’interno della Camera alta brasiliana. Se l’esito sarà negativo, sarà destituita definitivamente e il Vice presidente Temer concluderà il suo mandato fino al 1° gennaio 2019. I tentativi di cacciare dalla scena politica Dilma Rousseff erano iniziati già nell’ottobre 2014, quando il senatore Aécio Neves, leader del Partito della Social Democrazia Brasiliana, uscito sconfitto dalle ultime elezioni presidenziali, ha denunciato l’esistenza di anomalie nei confronti del gruppo vincitore delle ultime elezioni. L’opposizione ha accusato la Presidente e il suo gruppo di essere coinvolti nei crimini emersi dall’indagine Lava-Jat. L’indagine stava portando alla luce un sistema criminale, il quale truccava gare d’appalto per opere pubbliche favorendo alcune imprese che, a loro volta, trasferivano parte del fatturato ai politici. In nome della lotta contro la corruzione, il caso Lava-Jato ha infiammato gli animi di una parte del popolo brasiliano contro il Partito dei lavoratori della Presidente Rousseff. La Presidente non è stata citata in nessun documento d’inchiesta come persona coinvolta nella rete criminale riguardo l’indagine Lava-Jato. Inoltre, nel giugno 2015, l’opposizione si è rivolta alla Corte dei conti federale brasiliana con l’accusa nei confronti della Presidente di aver usato denaro pubblico per finanziare programmi sociali, garantire il pagamento degli assegni di disoccupazione e altro, misure che furono promosse anche dal vice presidente Michel Temer, sostituto della Rousseff e indagato nell’inchiesta Lava-Jato. Secondo l’opposizione, la Presidente Rousseff avrebbe avuto una responsabilità nell’aver superato la spesa pubblica prevista dalla legge di bilancio, relativa all’esercizio finanziario 2014. Nell’ottobre del 2015 la Corte dei Conti, per la prima volta dal 1937, ha bocciato il bilancio 2014 presentato dal governo della Rousseff, in quanto è stato manipolato per coprire l’ingente deficit del Paese, fornendo in questo modo il pretesto per avviare il processo d’impeachment... (segue) 



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