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NUMERO 14 - 13/07/2016

 Islanda - Elezioni presidenziali

Nella Repubblica parlamentare islandese il 25 giugno 2016 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Presidente che, secondo quanto disposto dall’articolo 76 della Costituzione, è eletto direttamente dal popolo. Il nuovo Presidente, Gudni  Johannesson, è un professore universitario, candidato indipendente e senza partito, il quale ha ottenuto il 38,5% dei voti, superando di non molto la sua avversaria, anche lei politicamente indipendente, Halla Tomasdottir, la quale ha ottenuto il 27,5% dei voti. Con il 14% dei voti, al terzo posto si è affermato, David Oddsson, ex premier e governatore della Banca centrale. Il neo eletto Presidente islandese s’insedierà il 1° agosto, al posto del suo predecessore Grimsson.Durante la sua campagna elettorale, G. Johannesson, ha sempre affermato di non essere affiliato ad alcun partito politico e contrario all’adesione dell’Islanda all’Unione Europea, dimostrando di essere in sintonia con l’euroscetticismo della maggioranza degli islandesi. Il punto forte di Johannesson sta proprio nell’assenza di esperienza politica, nell’essere diverso rispetto alla classe politica tradizionale, fortemente sfiduciata dagli elettori a causa della pubblicazione dei “Panama Papers”, documenti che hanno rivelato denaro accumulato da molti islandesi, tra cui dei politici, in paradisi fiscali. La scena politica di questa piccola isola è stata, infatti, scossa negli ultimi mesi a seguito dello scandalo dei “Panama Papers”, che ha colpito prima il premier, Sigmundur David Gunnlaugsson, costringendolo alle dimissioni, e poi l’ex Presidente Grimsson, costretto a ritirare la propria candidatura per il sesto mandato poiché è emerso il coinvolgimento della moglie nello scandalo sui paradisi fiscali. Il nuovo primo ministro islandese è Sigurdur Ingi Johanssonn, già ministro dell’Agricoltura nel governo di D. Gunnlaugsson. L’ex premier D. Gunnlaugssonn è stato l’unico a dimettersi, tra i numerosi capi di Stato e di governo coinvolti nello scandalo emerso dai documenti contenuti nei “Panama Papers”. Con questo risultato elettorale, gli elettori islandesi hanno voluto mandare un messaggio forte e chiaro al sistema politico del Paese, di voler cambiare pagina, con un nuovo Capo dello Stato estraneo agli scandali. Il fatto che G. Johannesson non sia un politico di professione in un Paese scosso da una crisi politica, ha giocato in suo favore e ne ha consentito la vittoria. Per il prossimo autunno si attendono le elezioni per il rinnovo del Parlamento in un contesto politico sensibile, segnato sia dallo scandalo sui paradisi fiscali che ha travolto alcuni funzionari pubblici al governo e sia dalla gravissima crisi finanziaria, degli anni 2008-2009, legata al sistema bancario islandese... (segue) 



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