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NUMERO 20 - 28/10/2015

 Svizzera - Elezioni per il rinnovo del Parlamento

Il 18 ottobre si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Parlamento svizzero. Il quadro politico che emerge è del tutto inedito: i dati confermano la vittoria del partito nazionalista e antieuropeista Unione Democratica di Centro (SVP/UDC), che ha sfiorato il 29,4% dei consensi. Rispetto al 2011 guadagna undici seggi al Consiglio Nazionale e sale quindi a quota 65. Il Partito Liberale Radicale sale al 16,4% guadagnando così 33 seggi nel Consiglio Nazionale. Il Partito Socialista Svizzero (PS), il Partito Borghese Democratico (PBD) e il Partito Popolare Democratico (PPD) scendono rispettivamente al 18.8%, 4,1% e 11,6%. Senza precedenti è il fallimento dei Verdi (PES) e dei Verdi liberali (PVL), che scendono l’uno al 7,1% e l’altro al 4,6%. I seggi al Consiglio Nazionale sono così ripartiti: l’Unione Democratica di Centro ottiene 65 seggi, il partito Liberale Radicale conquista 33 seggi, il Partito Socialista Svizzero raggiunge 43 seggi, il Partito Popolare Democratico guadagna 27 seggi, il Partito Borghese Democratico ottiene 7 seggi ed infine i Verdi e il PVL raggiungono 11 e 7 seggi. Dal quadro emerge che l’UDC ha la maggioranza relativa al Consiglio nazionale: nessun partito ha mai potuto contare su una squadra così ampia. Tra i vincitori vi è anche Magdalena Martullo - Blocher, figlia del leader storico dello SVP/UDC Christopher Blocher, definita la “Le Pen svizzera”. Per la composizione del Consiglio degli Stati, formato da due membri per Cantone e uno per ogni semi Cantone, bisognerà attendere i ballottaggi del 15 novembre, che forniranno un quadro completo della situazione. Toccherà poi alle due camere, il 9 dicembre, eleggere il Consiglio Federale, il “direttorio”, composto da sette membri che rappresenteranno l’esecutivo collegiale della Svizzera. Una delle prime conseguenze della vittoria dello SVP/UDC potrebbe essere la richiesta, da parte del partito nazionalista, di un secondo seggio nell’esecutivo collegiale elvetico, che comporterebbe il rafforzamento del suo peso politico. Questo potrebbe avere dei riflessi anche sui rapporti europei. L’UDC nel febbraio 2014, infatti, aveva ottenuto la vittoria nel referendum che stabiliva lo stop alla libera circolazione con l’Unione Europea, rimettendo in discussione tutti gli accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles riguardanti in particolare l’intesa di Schengen, per i controlli alle frontiere e gli accordi di Dublino per l’asilo. La vittoria del partito della destra conservatrice è attribuibile alla particolare attenzione posta durante la campagna elettorale all’emergenza profughi e all’antieuropeismo. La vittoria dello SVP/UDC e il contestuale risultato deludente del Partito Socialista Svizzero, dimostrano come l’elettorato elvetico ha voluto porre l’immigrazione al centro di questa tornata elettorale, confermando la crescente presa di posizioni intransigenti a proposito di tale tematica... (segue) 



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