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FOCUS - Osservatorio Città Metropolitane N. 3 - 17/11/2014

 Aggiornamenti sulla Città metropolitana di Napoli

Il 12 ottobre 2014 si sono svolte le elezioni per il Consiglio metropolitano della Città di Napoli. Gli aventi diritto al voto erano complessivamente 1527 di cui 223 donne e 1304 uomini. Hanno votato 1385 elettori di cui 194 donne e 1191 uomini, con una percentuale complessiva di votanti pari al 90,70%. Hanno votato il 91, 33% di uomini e l’86,99% di donne. Interessante l’analisi del voto in termini di rappresentatività dei 92 Comuni parte della Città metropolitana di Napoli, con l’eccezione dei 7 Comuni commissariati. I candidati appartenenti a liste organizzate su base partitica (Città Metropolitana – Bene Comune, sostanzialmente riconducibile all’Amministrazione comunale, Pd, Forza Italia, Nuovo Centro Destra /Ppe Udc, Fratelli d’Italia/Alleanza nazionale) eletti sono così distribuiti: 5 alla lista Città metropolitana – Bene comune; 4 Ncd/Ppe Udc; 7 PD; 1 Fratelli d’Italia- Alleanza nazionale; 7 Forza Italia. Quanto alla rappresentatività rispetto ai territori su 24 Consiglieri metropolitani 12 sono espressione del Comune di Napoli ( di questi 5 sono della Lista Città Metropolitana – Bene Comune; 2 Pd; 2 Forza Italia; 2 Ncd; 1 Fratelli d’Italia). L’altra metà è così distribuita: sindaco di Agerola PD (Comune di fascia C, fino a 10.000 abitanti); consigliere Vico Equense PD (Comune fascia D, fino a 30.000 abitanti); consigliere Melito PD (Comune di fascia E, fino a 100.000 abitanti); sindaco di Pompei PD (Comune fascia D, fino a 30.000 abitanti); consigliere di Cercola PD (Comune di fascia D, fino a 30.000 abitanti); consigliere di Castellammare  (Presidente Provincia uscente) FI(); consigliere di Qualiano FI  (Comune di fascia D, fino a 30.000 abitanti); di Saviano FI (Comune di fascia D, fino a 30.000 abitanti); Pomigliano FI(Comune di fascia E, fino a 100.000 abitanti); sindaco di Pollena Trocchia FI (Comune di fascia D, fino a 30.000 abitanti); Sindaco di Acerra Ncd (Comune di fascia E, fino a 100.000 abitanti); consigliere di Agerola  Ncd (Comune di fascia C, fino a 10.000 abitanti). Come evidente all’interno del Consiglio metropolitano non è dato di rinvenire una maggioranza data la sostanziale parità fra le forze di centro-destra e di centro-sinistra (data la riconducibilità della Lista Città Metropolitana – Bene Comune all’area di centro sinistra). I Comuni piccoli risultano in genere privi di rappresentanza ma questo va addebitato alla scelta degli stessi, chiamati a votare attraverso l’elezione indiretta, di ricorrere a logiche partitiche piuttosto che tenendo conto anche della rappresentatività territoriale, come del resto si è verificato nelle altre Città metropolitane con qualche eccezione dovuta, appunto, alla formazione di liste non in chiave partitica ma sulla base di accordi territoriali. In ordine all’avvio dei lavori della città metropolitana, il 3 novembre si è insediato il Consiglio Metropolitano, che si è riunito nella sede di S. Maria La Nova, che ha ospitato sinora le sedute del Consiglio provinciale.  Il  Sindaco metropolitano pur sottolineando l’importanza istituzionale e politica della riforma ha, altresì, evidenziato la preoccupazione di dover gestire una fase così delicata  senza le necessarie risorse economiche necessarie  a garantire il corretto svolgimento delle funzioni. La legge 56/2014, affida infatti alle Città Metropolitane alcuni funzioni fondamentali ed assegna  allo Sato e alle Regioni, secondo le rispettive competenze, il compito di riallocare le restanti funzioni presso il livello istituzionale più adeguato a garantire il servizio al cittadino. In attuazione dell’accordo sancito in sede di Conferenza Unificata dell’11 settembre 2014, pertanto, la Regione Campania con delibera n. 442 del 6/10/2014 (pubblicata sul BURC n. 70 del 13/10/2014) ha istituito l’Osservatorio regionale per l’attuazione della legge 56/2014. L’organismo ha funzioni di impulso, raccordo, concertazione e monitoraggio dell’attuazione della Legge. In particolare la Regione nel corso della prima riunione dell’Osservatorio, che si è tenuta il 7 novembre c.a., ha invitato le province campane, e quindi anche la provincia di Napoli a mappare le funzioni amministrative al fine di poter valutare la loro riallocazione presso i livelli istituzionali più adeguati in coerenza con  quanto sancito dall’art. 118 della Costituzione. Intanto il Consiglio metropolitano, dopo aver approvato il regolamento di funzionamento dell’Assemblea, procederà a definire il testo dello Statuto mediante il confronto tra le forze politiche ed un’auspicabile partecipazione pubblica.

 



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