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NUMERO 2 - 23/01/2008

Carta dei valori, dialogo tra culture

Gli strumenti e le occasioni per il dialogo tra culture, per individuare i principi comuni che sono a fondamento di una società multiculturale, si vanno moltiplicando. In diversi Paesi europei si è sentito il bisogno non già di fare nuove leggi, bensì di affrontare con documenti specifici le problematiche della multiculturalità per favorire l’assimilazione di principi e valori che non possono essere contraddetti con motivazioni religiose o culturali.
 
Si tratta di documenti che assumono denominazioni diverse, “Charte de la citoyenneté” (come in Belgio), “carta dei valori” (come in Italia, e come preannunciato in Gran Bretagna e Olanda), e via di seguito, e che possono essere utilizzate nei rapporti con gli immigrati. Il documento belga, articolato in dodici punti e assai breve, è attualmente all’esame delle Comunità e delle Regioni in vista di una definitiva approvazione.
 
 In Francia è operativo il contrat d’accueil et d’intégration (cai) , con cui lo Stato e il nuovo arrivato assumono impegni reciproci. Del mancato rispetto da parte dello straniero dei contenuti del cai può essere tenuto conto al momento del rinnovo del permesso di soggiorno (carte de séjour). In altri Paesi, come la Svizzera e la Germania, sono le stesse organizzazioni degli immigrati (in Svizzera il FIMM/Forum pour l’intégration des migrantes et des migrantes, in Germania il ZMD/Consiglio superiore dei musulmani in Germania) che hanno elaborato dei documenti che contengono i principi ai quali le comunità straniere vogliono ispirarsi nei loro rapporti con le società di accoglienza.

L’Italia, pur avendo preso l’iniziativa per ultima, è il primo Paese che è riuscita ad elaborare la Carta dei valori in tempi assai brevi, dandole una configurazione abbastanza precisa... (Continua)


 + Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell'Integrazione



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