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NUMERO 7 - 02/04/2008

Contratti pubblici e (in)certezza del diritto fra ordinamento interno e novità comunitarie

Sul n. 5/2008 di questa rivista avevo richiamato l’attenzione dei lettori sul clima di incertezza che, come e più che in altri settori del diritto, connota o per meglio dire affligge la materia dei contratti pubblici , interferendo in termini assai gravi sulla stessa competitività del nostro Paese.

Un clima che il pur immane ed apprezzabile lavoro di ricostruzione e sistemazione realizzato con la stesura del Codice “de Lise” (approvato con d.lgs. n. 163/2006) ha sicuramente attenuato, ma purtroppo non ha del tutto eliminato, come testimoniano il susseguirsi dei decreti correttivi allo stesso Codice (dopo i dd. lgs. nn. 6 e 113 del 2007 è in questi giorni in via di approvazione il terzo), i numerosi dubbi interpretativi sollevati dalla dottrina e dalla giurisprudenza sulle relative disposizioni, i molteplici e non sempre recepiti rilievi mossi dal Consiglio di Stato in sede consultiva, i tempi e le difficoltà che ha incontrato l’approvazione del Regolamento attuativo e le problematiche che ne hanno ad oggi impedito la pubblicazione e la registrazione.

Un ruolo di primo piano è svolto, in questo quadro, dall’ordinamento comunitario, che, come già evidenziato, costituisce la sede primaria di disciplina della materia e al quale i soggetti che affidano contratti pubblici devono quindi necessariamente e costantemente conformare la propria azione , assumendolo a parametro di interpretazione delle disposizioni nazionali, fino a disapplicare i precetti dettati da queste ultime in ogni caso in cui ne ravvisino l’incompatibilità con i principi e le regole fissate dal primo. (...segue)



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