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NUMERO 17 - 10/09/2008

L'indirizzo di politica estera e i caldi venti di agosto

L'art. 95 della Cost. è una buona "cartina di tornasole" per valutare alcuni avvenimenti avvenuti nella pausa estiva. La calda estate non ha spostato i termini delle questioni interne che vedono una maggioranza sostanzialmente solida e senza problemi ed un' opposizione sempre più lacerata dalla metabolizzazione del lutto di una sconfitta prevista. In attesa del progetto di sistema elettorale per le europee dell'anno prossimo e di quello relativo al federalismo fiscale, elementi base della discussione autunnale, il mese di agosto mi sembra abbia introdotto, invece, novità sopratutto nel quadro internazionale e quindi nell’ambito del cosiddetto potere federativo di lockiana memoria. Si badi bene gli accenni non sono tutti di un colore e vi sono elementi di contraddittorietà, ma la sostanza è che l'amministrazione sembra aver superato per adesso il suo primo esame in politica estera, ribadendo una sostanziale continuità con la linea del Governo precedente, ma anche una maggiore coerenza e coordinazione.
Il conflitto russo georgiano e l'accordo con la Libia di Gheddafi sono due avvenimenti di grande rilevanza, che non paiono disturbati da episodi dissonanti relativi alle Olimpiadi pechinesi. Alcuni elementi sono di novità positiva, altri invece rientrano nella continuità non commendevole dell’utilizzazione a fini di propaganda interna di temi di politica estera. Le Olimpiadi hanno evidenziato l'ipocrisia internazionale tra dire e fare e, all'interno, sopratutto la dissonanza tra gli atleti che volevano partecipare e alcuni ministri che invitavano alla protesta, in particolar modo i dipendenti statali che potevano essere più flessibili alla richiesta. Simili episodi li metterei nell'ambito dell’inaffossabile ministerialismo privo di responsabilità e sono scivolati in archivio senza eccessivi clamori. Gli altri due eventi sono sicuramente più seri e devono essere valutati sia sotto il profilo dell'efficacia istituzionale che su quello politico finalistico. In entrambi i casi vi sono luci ed ombre, ma il giudizio mi pare sostanzialmente positivo ... (continua)



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