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NUMERO 9 - 05/05/2010

Un'Italia rinnovata nella nuova realtà europea del ventunesimo secolo

Bruxelles ha bisogno di Roma e l’Italia di una nuova dimensione nelle relazioni europee.  L’insoddisfacente situazione che si prospetta nell’economia e nella politica interna sottolinea ancor di più quanto l’assenza italiana dalla politica estera sia negativa per il paese. Nemmeno le più recenti azioni svoltesi in Nord Africa lasciano presagire l’inizio di un nuovo approccio chiaro, conseguente e con obbiettivi ben definiti nel concerto delle potenze europee. A fronte di successi di breve respiro nelle relazioni pubbliche e di messe in scena mediatiche l’Italia ha largamente rinunciato a dare un contributo risolutivo sui temi centrali della politica estera... (per il testo in italiano clicca qui)


Brüssel braucht Rom und Italien eine neue Dimension europäischer Beziehungen. Die höchst unbefriedigende innenpolitische und wirtschaftliche Situation unterstreicht negativ die außenpolitische Abstinenz Italiens. Auch die jüngsten Aktionen in Nordafrika lassen keinen klaren, konsequent und zielgerichtet begonnenen Neuansatz im europäischen Konzert der Mächte erkennen. Zu Gunsten kurzfristiger PR-Erfolge und medialer Inszenierungen wird in einem bedenklichen Umfang darauf verzichtet, einen Beitrag zur Lösung zentraler außenpolitischer Themen zu leisten. Der Schaden zeigt sich bereits global in ersten Ansätzen, seine europolitischen Auswirkungen drohen verheerend zu werden... (per il testo in tedesco clicca qui)

*I lettori di federalismi.it perdoneranno la ripubblicazione come editoriale di un pezzo già apparso sulla rivista. Ma la scomparsa del giovane traduttore giustifica la volontà di ricordarlo, nei primi passi che aveva iniziato a compiere. Altre iniziative per ricordare Francesco riguarderanno aspetti diversi, fra cui quello velistico, sport che lui amava profondamente e praticava con successo.
Francesco aveva da poco compiuto diciotto anni; e così aveva appena esercitato il suo diritto-dovere di elettorato attivo: per chi avesse votato, come è evidente, non importa. Ma Francesco, nella sua padronanza di quattro lingue dovuta alla frequentazione – insieme al fratello Andrea – della Scuola Svizzera di Roma, non era solo cittadino italiano, ma rappresentava l’esempio di chi nei prossimi anni sarebbe stato un perfetto cittadino europeo: il suo “Zu Hause”, che oggi è lassù, non era l’Italia, ma l’intero continente europeo. E proprio in quanto cittadino europeo, ha un senso profondo la sua sepoltura nel luogo delle radici, Bonito, paesino irpino, affianco ai nonni materni Alfredo ed Elvira Covelli, a metà strada fra le origini napoletane e quelle pugliesi della famiglia paterna. Comunque in quel Sud, fucina di tante intelligenze italiane, che deve trovare la forza per non aver paura di un federalismo sussidiario, praticato in una Italia unita, pienamente inserita dentro un progetto di Unione europea, superamento felice dei disastri e delle vergogne dei nazionalismi europei.
Il ricordo di Francesco è accomunato a quello di un altro valoroso giovane, Giancarlo Doria, solo di qualche anno più grande, stroncato da una malattia di poco diversa da quella di Francesco. In loro memoria, federalismi.it aprirà due nuovi focus, ambedue diretti dall’amico, collega e  maestro del diritto costituzionale comparato, Fulco Lanchester: uno, sugli Stati Uniti, dedicato a Giancarlo Doria; l’altro, sulla Germania, dedicato a Francesco Caravita.
Con l’auspicio che Giancarlo e Francesco possano vivere in eterno nella memoria di chi li ha conosciuti, amati ed apprezzati bc



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