Log in or Create account

NUMERO 18 - 21/09/2011

Il referendum elettorale: tra l'infanticidio e il miracolo di Lazzaro

I sistemi elettorali sono strumenti tecnici ad alta valenza politica che si connettono alla forma di Stato ed influiscono sulla dinamica della forma di governo. La legge Calderoli per la elezione di Camera e Senato è veramente una porcata incostituzionale ed è certo peggiore della stessa legge Mattarella che ha modificato, ma le leadership deboli dei partiti esistenti hanno un sostanziale interesse a mantenerla in vita. La funzionalità istituzionale e i rischi di delegittimazione sistemica richiedono, però, che la si modifichi radicalmente e che si intervenga anche sul complessivo comparto della legislazione elettorale per conformarlo alla sua natura di ordinamento democratico sempre più negata. La via legislativa è ovviamente quella più razionale, ma come fare, se la decisione viene sempre impedita dai veti contrapposti di tipo intra e interpartitico?  Sin dagli anni ’80 la via referendaria, di cui all’art. 75 Cost., è stata identificata come indirizzo privilegiato per rompere l’immobilismo in materia. Dichiarata l’ammissibilità dei quesiti in materia elettorale da parte della Corte costituzionale, nel 1991, nel 1993 e nel 1995 le consultazioni in argomento hanno avuto successo, mentre nel 1999 e nel 2009 non hanno raggiunto il quorum dei votanti necessario. Il referendum sulla preferenza unica del 1991 e, soprattutto quello sulla quota proporzionale del Senato del 1993, hanno contributo a marcare con il voto popolare una vera e propria discontinuità tra la prima e la seconda fase della storia della costituzione repubblicana. Nel periodo successivo si sono ripetuti gli sforzi di vari comitati promotori per addivenire al mutamento della legge elettorale vigente (prima le leggi Mattarella, poi quella Calderoli), ma le consultazioni ammesse sono sempre fallite, come tutte le altre, per il mancato raggiungimento del quorum.... (segue)



Execution time: 15 ms - Your address is 54.198.2.110