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NUMERO 20 - 09/10/2013

Il caso Italia nella stampa estera

Le vicende politiche recentissime – il consolidamento del governo delle larghe intese, l’indebolimento del partito del Popolo della Libertà – hanno acceso l’interesse dei media esteri verso il nostro paese. In minor misura era già successo con il governo dei tecnici del prof. Mario Monti, e molti anni prima con il leader socialista Bettino Craxi. Questa volta l’interesse è una svolta rispetto alla tradizionale rappresentazione del paese perché quasi quasi sono venuti meno i pregiudizi che solitamente i corrispondenti esteri delle maggiori testate internazionali riservano all’Italia. Infatti i “pezzi” che mandano in redazione sono di due tipi, c’è quello - ed è quantitativamente prevalente - che riguarda le bellezze artistiche e le attrattive paesaggistiche e culinarie (non è una boutade) del paese; e c’è l’altro tipo di articolo, quello steso per rimproverarci: per il nostro sistema politico, per l’economia che arranca, per la mafia e la camorra che sopravvivono ai giudici uccisi, e in generale per l’approccio al lassismo che caratterizzerebbe l’italiano medio. Va subito precisato che quest’ultimo tipo di articolo viene raramente “passato” dalla redazione. Il paese Italia non buca l’attenzione di chi decide il menabò dei grandi media internazionali. Persino l’Europa in quanto Unione Europea riceve molta meno attenzione di altre parti del mondo. E l’attenzione ha quasi sempre un segno negativo, anche quì molti rimproveri: poca unità in politica estera, troppa austerità nelle misure di Bruxelles, un welfare state non ancora del tutto superato, troppi partiti e ultimissimamente la minaccia di populismi xenofobi. Insomma come italiani e come europei siamo ai livelli bassi della considerazione da parte del resto del mondo. La responsabilità sta nei pregiudizi dei corrispondenti stranieri o nella linea politico-strategica dei loro governi? Vale a dire che la Cina e l’India e l’America Latina sono andate al primo posto dell’attenzione mediatica mentre l’Europa e tanto meno l’Italia meritano raramente attenzione... (segue)



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