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NUMERO 3 - 05/02/2014

Proteggere la democrazia - Rinnovare il contratto sociale europeo

Il 2014 per l’Italia è già e sarà ancor di più un anno nel segno dell’Europa. Lo sarà perché a maggio il Paese sarà chiamato a votare, insieme a tutti gli altri 27 Stati dell’Unione, per rinnovare il Parlamento di Bruxelles, e lo sarà perché all’Italia spetterà la presidenza del Consiglio dell’Unione europea nel secondo semestre dell’anno. Non sarà un compito facile, già soltanto con riferimento ad alcune specifiche priorità indicate dal governo italiano: tra queste il Mediterraneo e l’immigrazione, la lotta alla disoccupazione, il completamento dell’Unione bancaria. Inoltre, la presidenza italiana coinciderà con un momento particolare dell’Unione e delle sue istituzioni, tutte in fase di rinnovamento e/o di nuovo insediamento. Sotto il profilo economico-finanziario, il governo italiano ha già dichiarato, nel solco di quello greco, di volersi ritagliare un ruolo speciale nello snodo fondamentale per l’Europa tra rigore e crescita. Da questo punto di vista è divenuto ormai innegabile che la prospettiva europea sia l’unica prospettiva dalla quale sia giusto e corretto guardare alle vicende interne del Paese, la prospettiva dalla quale poter efficacemente intervenire per superare i limiti di una politica economica prevalentemente incentrata sull’austerity. Le prossime elezioni europee rischiano di costituire uno spartiacque fondamentale per il modo in cui la “comunità” Unione europea dimostrerà di saper affrontare i nodi della crisi economico- finanziaria e la sua stessa collocazione geo-politica nello scacchiere della globalizzazione. Di fronte alla rinnovata sfida che i populismi e nazionalismi – che tanti danni hanno fatto alla storia europea – occorrerebbe che la “nuova” comunità europea risponda con un nuovo e rinnovato contratto sociale con suoi cittadini. Questo contratto sociale dovrebbe riflettere le esigenze della “nuova” comunità europea, dare espressione compiuta e “visibile” a quel “momento costituzionale” che pure in maniera frammentata e incoerente si intravvede nel nostro Continente attraversato dalla crisi... (segue)



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