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NUMERO 6 - 19/03/2014

La giurisdizione esclusiva sul finanziamento dei partiti politici: un nuovo guazzabuglio normativo

Il d.l. 28 dicembre 2013 n. 149, conv. in l. 21 febbraio 2014 n. 13, reca “Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore”. Prevede la “formale” abolizione del finanziamento “pubblico” dei partiti politici e disciplina le modalità per l'accesso a forme di contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta fondate sulle scelte espresse dai cittadini in favore dei partiti politici che rispettano i requisiti di trasparenza e democraticità da essa stabiliti (art. 1, d.l. n. 149/2013). Per la prima volta dall’entrata in vigore della Costituzione, ne attua l’art. 49 prevedendo le regole di democrazia interna e trasparenza relativamente ai partiti politici, il cui rispetto è condizione per l’accesso alle forme di contribuzione al finanziamento dei partiti medesimi, previste dal d.l. n. 149/2013. I partiti politici che intendono avvalersi dei benefici previsti dalla nuova disciplina sono tenuti a dotarsi di uno statuto, redatto nella forma dell'atto pubblico e avente i contenuti stabiliti dalla legge (art. 3, d.l. n. 149/2013). La Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici di cui all'art. 9, c. 3, l. 6 luglio 2012 n. 96, assume la nuova denominazione di «Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici», e assume il nuovo compito della tenuta del registro nazionale dei partiti politici che possono accedere ai benefici di legge. Gli statuti dei partiti vanno trasmessi alla Commissione, la quale, verificata la presenza nello statuto degli elementi indicati dalla legge, procede all'iscrizione del partito nel registro nazionale (art. 4, d.l. n. 149/2013). In sintesi, condizione per l’accesso ai benefici di legge è che il partito o movimento politico si doti di uno statuto avente i requisiti e contenuti di legge, che sia validato dalla Commissione mediante iscrizione nel registro nazionale, e che il bilancio sia redatto secondo prescrizioni legali e controllato positivamente dalla Commissione... (segue)



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