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NUMERO 7 - 02/04/2014

Un Grillo 2? Tra politica del rifiuto e nuova domanda di visibilità

Sin dalle origini, il MoVimento 5 Stelle si è nettamente distinto sulla scena politica e mediatica per un utilizzo dei media digitali che è stato spesso definito innovativo. In uno scenario come quello della comunicazione politica italiana, abbastanza “seduto” sulla centralità televisiva e sulla diffidenza delle élites verso la politica in rete, le scelte comunicative del movimento guidato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio si sono distinte per evidenti elementi di “rottura” con logiche e rapporti del giornalismo italiano. La prima parte della “storia” complessa e travagliata tra Grillo e la televisione è stata caratterizzata da un rifiuto “strategico”; nel discorso di Beppe Grillo, più volte espresso in duri “post” pubblicati sul Blog, partecipare ai programmi di telepolitica, ed in particolar modo ai talk show, era idealmente accostato al prendere parte ad un gioco perverso di prossimità con quella stessa politica che il MoVimento voleva “liquidare”. Per distanziarsi in modo eclatante dai partiti, la linea portata avanti dai leader del MoVimento è sempre stata quella di una ostentata astinenza dalle telecamere della Tv generalista. Una totale assenza (solo fisica) dai salotti e dalle piazze del talk italiano che non riguardava soltanto Beppe Grillo ed il suo staff ma che, al contrario, veniva imposta dalle colonne del blog a tutti i eletti del MoVimento. La pena per chi non aderiva a questa regola aurea ha previsto l’espulsione e l’impossibilità di fare politica sotto il simbolo del MoVimento, con l’ingiunzione a non utilizzare il logo di cui sono depositari Grillo e Casaleggio, come nei casi “storici” di Giovanni Favia e Federica Salsi. La volontà manifesta di non prendere parte ai formati classici della politica televisiva non ha significato automaticamente una “scomparsa” di Grillo e degli altri rappresentati del MoVimento dalla televisione italiana, la quale ha “rincorso” gli eventi del MoVimento, dandogli ampia visibilità durante la campagna elettorale per le politiche del 2013 e prestando dunque il fianco al progetto comunicativo di Beppe Grillo. Divenendo oggetto del desiderio televisivo, ma non concedendosi mai ai molti pretendenti, il MoVimento ha così ottenuto al tempo stesso vasta copertura televisiva e un’immagine estranea rispetto al “sistema” che in tempi di antipolitica è una vera e propria garanzia elettorale... (segue)



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