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NUMERO 13 - 25/06/2014

La Città metropolitana: un modello a piramide rovesciata

Dalle ricerche di J. Friedman e Wolfe e di Sassen le “grandi città” sono riapparse a livello internazionale come uno dei luoghi essenziali per migliorare la qualità della vita delle comunità. Sono entrate a pieno titolo come soggetti di rilevanza internazionale, dove in alcuni casi il brand della città vasta ha un impatto internazionale ben superiore alle regioni. Raramente all’estero ci si identifica come lombardi o campani,ma piuttosto ci si dichiara milanesi o napoletani. La storia di diverse città italiane ha da sempre avuto la capacità di esercitare una forza attrattiva dei territoriregionali, pur nel rispetto e nella valorizzazione delle peculiarità dei singoli comuni. Geografi dell’economia quali A. Scott e geografi politici quali N. Brenner o ancora sociologi quali P. Veltz hanno messo in risalto l’importanza della città metropolitana quale intreccio naturale tra le identità delle comunità ed i processi inclusivi legati alla globalizzazione. Luoghi di valorizzazione delle potenzialità e delle vocazioni naturali dei territori, luoghi di conflitti ed innovazioni, spazi di solidarietà e del “vivere insieme” di popolazioni sempre più diverse sul piano sociale, culturale, etnico. Insomma, un processo, quello verso la città metropolitana che se ben governato può essere virtuoso proprio per la sua peculiarità, potenzialità e soprattutto adeguatezza rispetto alle trasformazioni territoriali, sociali ed economiche... (segue)



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