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NUMERO 3 - 11/02/2015

Regole ambientali e crescita economica: riflessioni su un recente studio dell'OCSE

Quanto influiscono le regole e i vincoli per la tutela dell'ambiente sulla crescita economica e sulla produttività? È da oltre venti anni che su questa domanda la discussione è aperta, senza che sia stata data una risposta definitiva. Spesso, anzi, le risposte di economisti e ambientalisti sono divergenti. Negli anni Novanta la discussione aveva principalmente ad oggetto gli effetti delle regole a tutela dell'ambiente sulladislocazione delle attività produttive: da parte dei critici della globalizzazione, allora agli inizi, si sosteneva che essa avrebbe indotta le imprese e soprattutto le attività produttive inquinanti a fuggire dai paesi ricchi, dove l'ambiente è maggiormente tutelato, verso i paesi poveri, dove le regole ambientali erano approssimative e, se esistenti, scarsamente applicate. Era la c.d. race to the bottom. In realtà, la fuga di molte attività produttive dai paesi ricchi c'è stata, ma è stata determinata per sfuggire non ai costi provocati dalle regole di tutela ambientale ma ai costi del lavoro o a quelli dell'imposizione fiscale: le attività produttive erano dislocate  dove il lavoro costava di meno, era meno regolato e meno controllato (proprio per indicare questo fenomeno l'espressione race to the bottom venne utilizzata nel 1933 dal giudice della Corte Suprema statunitense Louis Brandeis). Poco o nulla hanno influito su questo fenomeno le regole ambientali. La ragione è semplice: i costi necessari per adeguare il processo produttivo a queste regole sono in generale contenuti, nonostante quel che dicono i governi e quel che comunemente si ritiene. Secondo uno studio dell'Unione europea degli inizi del 2000,  salvo che per talune produzioni particolarmente inquinanti (concentrate soprattutto nel settore chimico), essi non superano il 2-3% del prezzo finale. Costi non tali, quindi, da indurre a dislocare l'attività produttiva, rinunciando così anche a tutti gli aspetti positivi che i paesi ricchi offrono in termini di collegamenti e connessioni, finanziamenti, assistenza tecnologica, sicurezza. Al contrario, in materia di tutela dell'ambiente era stato descritto fin dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso un fenomeno inverso, denominato race to the top: una stringente regolamentazione ambientale può costituire non la causa dell’esodo delle imprese, ma addirittura un polo d’attrazione. infatti, regole ambientali rigorose possono produrre, all'interno di un mercato comune, vantaggi competitivi per le imprese che ad esse si adeguino, promuovendo una differenziazione qualitativa dei prodotti e la creazione di nicchie ad alto valore aggiunto per attività ambientalmente compatibili... (segue)



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