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NUMERO 2 - 27/01/2016

I costituzionalisti discutono le riforme

Anche se il procedimento legislativo di revisione costituzionale deve essere ancora concluso, già si affilano le armi per convincere il popolo italiano a votare No contro il tentativo di deformare la "Costituzione più bella del mondo" ovvero a votare Sì per una riforma che rimetta in ordine le "troppe lacune di un testo ormai invecchiato". I partiti (o, in alcuni casi, quel che resta di essi) useranno la clava del referendum per darsele di santa ragione, cercando di conquistare o riconquistare legittimazione e verginità perdute. D'altra parte, il referendum si presta: sì o no; luce o buio; bello o brutto. Molti intellettuali si schiereranno con l'una o l'altra posizione e discuteranno sul raccordo tra la riforma e progetti palingenetici - per chi sosterrà il Sì - ovvero tra la riforma e scenari distruttivi e reazionari - per chi sosterrà il No.

Tutto già visto; tutto già subìto; non ne abbiamo bisogno. Dopo due anni di serrato confronto parlamentare, mentre il dibattito politico referendario chiederà di prendere posizione in modo fideistico, oggi il ruolo dei costituzionalisti è quello di studiare, pacatamente e in dettaglio, le diverse soluzioni previste nel testo, esaminandone i pro e i contra, verificando gli strumenti di attuazione di cui ci sarà bisogno se il testo della riforma verrà approvato ovvero le ripercussioni sul testo vigente se la riforma verrà respinta. Solo un simile atteggiamento potrà permettere a quella particolare categoria di intellettuali che fanno della Costituzione il loro oggetto di studio di fornire un reale contributo alla discussione che si avvia nel Paese per i prossimi mesi.

"federalismi", sin dal suo primo numero, ha fatto del dialogo e del confronto la propria bandiera, essendo tutti gli studiosi che partecipano a questa esperienza convinti che solo nel reciproco ascolto si possa fare scienza e solo dal reciproco ascolto possano nascere soluzioni utili per la collettività. Naturalmente, ognuno di questi studiosi è portatore di proprie convinzioni e preferenze culturali, istituzionali e politiche, che esprimerà individualmente o collettivamente nella sfera pubblica.

Con questo spirito, "federalismi", con il coinvolgimento in primo luogo della direzione, intende offrire uno spazio della rivista, organizzando, in continuità con l'osservatorio finora curato da Federica Fabrizzi e Giovanni Piccirilli, un focus in cui discutere in maniera non ideologica della riforma, delle soluzioni approvate, dei limiti che si possono riscontrare, dei correttivi che si possono apportare, delle possibili modalità di attuazione. E da ciò potrà derivare una valutazione sull'orientamento da assumere in sede di voto finale nel referendum.

Il focus avrà una cadenza bisettimanale e sarà diretto e moderato da quattro   comitati coordinati dal Direttore della Rivista, con il supporto redazionale di Federico Savastano e Eleonora Mainardi, e composti da Pietro Ciarlo, Mario Dogliani, Filippo Donati, Tommaso E. Frosini, Andrea Morrone, Sandro Staiano, redattore Federica Fabrizzi (forma di governo e leggi elettorali); Paolo Carnevale, Renzo Dickmann, Vincenzo Lippolis, Nicola Lupo, Cesare Pinelli, Anna Poggi, redattore Giovanni Piccirilli (procedimento legislativo, organizzazione e funzionamento delle assemblee); Elisabetta Catelani, Marcello Cecchetti, Antonio Ferrara, Alberto Lucarelli, Maria Alessandra Sandulli, Andrea Simoncini, redattore Alessandro Sterpa (Unione Europea, raccordi Stato - Regioni - enti  locali, efficienza della P.A.); Raffaele Bifulco, Luisa Cassetti, Pasquale Costanzo, Roberto Nania, Paolo Ridola, Antonio Ruggeri, Giulio Salerno, redattore Tanja Cerruti (organi di garanzia).

I comitati individueranno specifici temi, richiedendo contributi di approfondimento a singoli studiosi. I contributi non dovranno oltrepassare le 15 cartelle (38.000 caratteri). Nei numeri successivi saranno ospitate risposte, obiezioni, confutazioni, in contributi non superiori alle 10 cartelle (26.000 caratteri). Le risposte e comunque i contributi non richiesti saranno pubblicati  a insindacabile giudizio dei comitati.

L'auspicio, in tal modo,  è quello di riuscire a fornire al Paese, all'opinione pubblica, alle forze politiche utili strumenti per orientare le proprie decisioni in vista del prossimo voto referendario e per la successiva fase di sviluppo costituzionale, quale che sia l'esito del referendum ossia nel senso della attuazione del nuovo dettato costituzionale ovvero di eventuali nuovi interventi di modifica.

b.c.



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