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NUMERO 4 - 24/02/2016

Scalia after Scalia. La Corte Suprema americana e i dilemmi di una (rischiosa) nomina

La scomparsa di un giudice, a maggior ragione se costituzionale, vieppiù se componente di una Corte - come quella Suprema degli Stati Uniti – che prevede per i suoi membri un mandato a vita, anzi, più esattamente, “during good behaviour”, è un fatto di grande rilievo, avendo questi un forte ruolo pubblico ed in pubblico, in virtù anche degli strumenti di cui la Corte è dotata per far emergere le argomentazioni dei singoli giudici. A supporto di questo rilievo, infatti, vi sono almeno tre grandi ragioni. Innanzitutto, il valore strategico che l’essere magistrato riveste, appunto, all’interno dell’equilibrio dei poteri, soprattutto negli ordinamenti liberal-democratici. In secondo luogo, proprio in considerazione della posizione costituzionale che questi aveva in vita, anche la morte di un magistrato si trasforma automaticamente in un fatto pubblico ad alta valenza istituzionale, politica e sociale, chiamando in causa direttamente i modi, le forme e i soggetti attraverso i quali gli ordinamenti si danno regole e le interpretano. Infine, perché il nostro tempo davvero sembra essere caratterizzato... (segue)



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